Riserva Foce Garigliano, Villa romana di S.Limato e Bagni a Sinuessa

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Riserva Foce Garigliano, Villa romana di S.Limato e Bagni a Sinuessa

Messaggio  Admin il Lun Lug 25, 2011 10:27 am

"Riserva Foce Garigliano, Villa romana di S.Limato e Bagni a Sinuessa" Luglio 2011
http://www.flickr.com/photos/65022380@N05/sets/72157627272041438/show/

Leggenda della mozzarella di bufala
(nata nella bassa Valle del Volturno)
Secondo la tradizione, nell’881 i saraceni sbarcarono alla foce del Garigliano e costruirono una vera e proria cittadella fortificata, il cosiddetto Ribat, dal quale partivano per le scorribande nell’entroterra saccheggiando città e monasteri.
Essi avrebbero portato con sé dalla Sicilia esemplari di bufali.
Dopo la sconfitta della Battaglia del Garigliano subita dai saraceni, i longobardi avrebbero ricevuto come bottino di guerra i neri bovini che fino ad allora non conoscevano e i monaci benedettini, ospitati presso la principessa longobarda Aloara, perché esuli dalle distruzioni dei loro monasteri ad opera dei saraceni, presso i quali erano schiavi, avrebbero tramandato la lavorazione della mozzarella di bufala appresa dai saraceni.

Vino Falerno
La nascita dell’antico vino Falerno viene fatta risalire al leggendario incontro tra un agricoltore di nome Falerno e il dio del vino e della vendemmia, Bacco, che gli si presentò nelle vesti di un umile contadino. Nonostante le apparenti umili condizioni del contadino, l’agricoltore Falerno lo accolse offrendogli tutto quanto aveva, latte, miele e frutta. Bacco, commosso, lo premio' trasformando quel latte in vino che Falerno bevve, addormentandosi subito dopo.
Fu allora che Bacco trasformò tutto il declivio del monte Massico, denominato Ager Falernus, in un florido vigneto, dando inizio alla storia del più apprezzato, famoso e costoso vino per eccellenza nell’antichità.
Il celebre vino Falerno, la cui nascita attesterebbe attorno al II sec ac, venne bevuto, lodato e decantato da tanti illustri latini, tra cui il filosofo-poeta Publio Virgilio Marone, il geografo Strabone, lo scrittore Plinio il vecchio, i poeti Marco Valerio Marziale, Gaio Valerio Catullo, Quinto Orazio Flacco, poi lo storico Tito Livio e il filosofo-scrittore Marco Tullio Cicerone.
In epoca romana, gli antichi sommeliers, all’epoca haustores, classificarono il vino Falerno al secondo posto, dopo il vino di Fundi(attuale Fondi) detto Caecubus.
Ma ben presto, nell’area di Fondi, a causa della costruzione di un canale navigabile, detto Fossa Neronis, che avrebbe dovuto congiungere Roma con Pozzuoli, ma non fù portato a termine, provocò cambiamenti climatici, e così rimase sempre al primo posto in classifica il Falerno.
Ai piedi del m.Massico e lungo l’asse della Via Appia si concentravano anche altre qualità di vini romani quali lo Statano, il Caleno, il Cecubo, il Petrino, il Faustiano, il Razzese, il Sinuessano, il Caietano e il Capuano.
Sulla bontà di questi vini pregiati furono scritte centinaia e centinaia di pagine, di versi e di leggende.
Il pregiato vino dell’agro Falerno, corrispondente grosso modo agli attuali territori comunali di Cellole, Mondragone, Carinola, Falciano e Sessa Aurunca, è considerato il primo vino a denominazione di origine controllata dell’enologia mondiale.
I vini doc prodotti in queste terre sono: oltre lo storico Falerno del Massico rosso, Falerno del Massico primitivo, Falerno del Massico bianco e Falerno del Massico riserva o vecchio.
http://www.promozionecellole.it/strada.htm


Villa marittima romana di San Limato
sorge a nord dell’antica Sinuessa, a Punta San Limato, frazione di Cellole.
Essa fu riportata parzialmente alla luce nel 1958 quando già era inglobata dalla soprastante ex Villa Moccia, il cui proprietario era costruttore del villaggio di Baia Felice, sede di una originaria masseria dell’800.

L’antica villa marittima, l’unica visitabile nella zona, costituisce un esempio di una lussuosa residenza suburbana, tra le tante che sorgevano lungo la costa sia a Nord che a Sud dell’antica Sinuessa romana.
Era un luogo alla moda frequentato dagli aristocratici e personaggi importanti dell’antica Roma.

Questa villa si ritiene fosse appartenuta a Gaio Ofonio Tigellino, conosciuto anche come Sofonio Tigellino, che era il comandante militare a capo della guardia del corpo dell’imperatore, cosidetta guardia pretoriana, all’epoca sotto Nerone. Il comandante Tigellino, raffigurato dagli antichi storici come personaggio rozzo, crudele e spietato, fece fortuna gestendo gli ippodromi.
Fu accusato di adulterio della sorella del precedente imperatore Caligola.
Nacque ad Agrigento 8dc e morì qui a Sinuessa nel 69dc.
Dell’antica villa emergono diversi elementi quali il mosaico composto da tessere bianche e nere di buona fattura che raffigura un pesce, un delfino e un drago su di un pavimento, il cripto-portico a quota inferiore e gli ambienti termali con frigidario, calidario e tepidario dove si vedono le suspensurae che sostenevano il pavimento superiore e permettevano la circolazione dell’aria calda.
Inoltre furono ritrovati una testa dell’imperatore Claudio più grande del naturale, una testa di una fanciulla ed un frammento di maschera comica sostenuta dalla mano di una fanciulla, forse di una Musa, ora conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
In una seconda fase di vita della villa, che era fastosamente decorata con statue e pitture parietali nei diversi ambienti quali l’atrio, l’esedra, il peristilio e il ninfeo, il mosaico bicolore sopracitato fu tagliato con l’inserimento di una vasca circolare.
Attualmente, una parte della ex Villa Moccia appartiene alla Tenuta Granata-Spaventa.
http://it.wikipedia.org/wiki/Tigellino ----------------comandante romano Tigellino vissuto a Sinuessa

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