Giardini di Villa Guevara, antica Capua e bagni a Triflisco

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Giardini di Villa Guevara, antica Capua e bagni a Triflisco

Messaggio  Admin il Sab Ago 27, 2011 11:46 pm

"Giardini di Villa Guevara, antica Capua e bagni a Triflisco", Agosto 2011
http://www.flickr.com/photos/66879066@N04/sets/72157627408017095/show/

la celebre figura di un ribelle entrato nella leggenda, legata alla scuola dei gladiatori dell'antica Capua
-------"Spartaco"
ovvero Spartacus, (Tracia,109a.c.–Lucania,71a.c.) fu un famoso gladiatore romano che capeggiò una rivolta di schiavi, la più impegnativa delle 3 guerre servili che fece tremare Roma, per cui Spartacus è soprannominato "lo schiavo che sfidò l'impero".
Dopo più di un secolo dalla morte di Spartaco, lo storico Plutarco scrisse le ultime vicende di Spartaco ma non precisò il luogo della morte del gladiatore ribelle.

Si dice che nascesse in Tracia, tra Bulgaria e Turchia, nel 109 a.c. da una umile famiglia di pastori della tribù dei Maedi.
Fece il pastore come il padre ma, ridotto in miseria, oppure in cerca di fortuna, si arruolò nell'esercito romano, con cui combatté in Macedonia col grado di milite ausiliario.
Per la dura disciplina cui era obbligato e per i numerosi episodi di razzismo che dovette subire all’interno delle legioni, lo spinsero a disertare dall’esercito romano, reato punibile presso i romani con la morte.

Fu catturato, ma la condanna venne però cambiata in schiavitù, forse per il fisico prestante.
Nel 75a.c., fu venduto a Gaio Cornelio Lentulo Battiato, un lanista, cioè organizzatore di spettacoli circensi, che possedeva una scuola di gladiatori nell’antica Capua (odierna S.M.C.V.), dove venne addestrato come gladiatore.

Spartaco, esasperato dalle condizioni inumane che Lentulo riservava a lui ed agli altri gladiatori, obbligandoli a combattere contro belve feroci e contro altri gladiatori, decise di ribellarsi, e nel 73ac evase dalla scuola assieme ai suoi primi 70 compagni.
Spartaco e i suoi ribelli, armati di soli attrezzi agricoli di cui si erano impossessati nella caserma della scuola gladiatoria,
fuggirono verso il Vesuvio.

Il Vesuvio fu la prima delle tante tappe della rivolta spartachista, col nome di Battaglia del Vesuvio.
Furono inviati i primi legionari con a capo i due pretori Caio Clodio Glabro e Publio Varinio per reprimere la rivolta, ma furono sconfitti dai ribelli sottraendoli armi, cavalli e i simboli dell’esercito.

Era l’inizio della terza e ultima guerra servile.
Fu la più importante delle precedenti guerre servili che avvennero rispettivamente nel 135ac e nel 104ac in Sicilia.
Man mano che in Campania si diffondevano le notizie della rivolta vittoriosa, altri schiavi, contadini, pastori e poveri si unirono a Spartaco.
Ai piedi del Vesuvio Spartaco fu eletto a capo dei ribelli insieme ai capi dei galli Enomao e Crixus che erano giunti per riorganizzarsi, e aumentare le proprie forze, accogliendo altri schiavi ed addestrandoli alla battaglia.

Agli inizi del 72 a.C. il condottiero Spartaco, dalle doti umane e dalla prestanza fisica, poté contare su di un vero e proprio esercito di oltre 100mila uomini armato regolarmente.
L’esercito spartachista raggiunse persino a Nord fino a Modena dove battè il pretore Manlio, dopo di che si decise di tornare a Sud marciando in direzione Cuma svernando nel 73-72 a.c. indisturbati.

In queste zone, contro il volere di Spartaco, i ribelli galli e germani si abbandonarono ad ogni sorta di violenza, saccheggio, devastazione: villaggi bruciati, donne stuprate e assassinate, bestiame depredato, ma anche nel resto della Campania Felix che arrivava fino a Nocera.
Tutti i tentativi di Spartaco d’impedire questi eccidi furono vani, tanto che iniziò ad attirarsi l’odio dei suoi stessi seguaci che ormai si sentivano invincibili.
Ne conseguì infatti uno svuotamento di tanti centri abitati, la gente fuggì e si rifugiò altrove, i più ricchi tornarono alle domus della capitale e i più poveri sparpagliatisi nelle campagne.

A questo punto il senato romano, preoccupato per i successi dei rivoltosi, richiamò le legioni di Pompeo che si trovavano in Hispania e le schiere di Marco Licinio Lucullo che si trovavano invece in Macedonia, per preparare una schiacciante battaglia.
Intanto successe che l’esercito spartachista si indebolì a causa della scissione tra l’esercito di Spartaco e quello dei galli e i germani.

I galli e i germani, si allontanarono da Spartaco dirigendosi nel Gargano, in Puglia, dove vennero annientati dai legionari romani con a capo il console Lucio Gellio Publicola.
Quindi da circa 100mila ribelli scese a circa 60mila.

Allora Spartaco volle riorganizzare il suo esercito con l’intento di raccogliere altri combattenti da cercarli verso la Calabria, e ci riuscì.
Dopo di che risalì la Calabria e ci fu lo scontro finale presso il fiume Sele, dopo ennesimi cruenti scontri.
Questa volta i romani, più numerosi e ben armati, ebbero la meglio.

Secondo la tradizione, Spartaco si buttò per primo contro di loro e dopo aver ucciso alcuni soldati romani fu crivellato da così tanti colpi che il suo corpo non poté essere ritrovato.
I romani uccisero 60mila schiavi contro solo 1000 morti romani, e vennero fatti 6mila prigionieri che il proconsole Marco Licinio Crasso li fece crocifiggere, nudi, lungo la via Appia tra Capua e Roma.

I ribelli fuggitivi, in circa 5mila, tentarono la fuga verso nord, ma vennero intercettati e annientati da Gneo Pompeo, che sopraggiungeva con le sue truppe dall’Hispania.
Terminava così la rivolta di Spartaco.
Il suo corpo non fu mai ritrovato e la leggenda narra della sua ennesima fuga.

Spartaco ebbe la grandissima popolarità sia per essere riuscito ad accrescere enormemente il numero di rivoltosi e sia per aver saputo sconfiggere parecchi legionari romani comandati dai consoli e pretori come Caio Clodio, Publio Vatinio, Cornelio Lentulo, Lucio Gellio, etc.
Per questo divenne un personaggio leggendario nella storia di Roma.
Molti aspetti della rivolta di Spartaco se ne conoscono poche perché le principali fonti che ne parlano il IV libro delle Historiae di Sallustio e i libri di Tito Livio sono andati perduti.

http://www.romanoimpero.com/2010/07/spartacus.html
storia di Spartaco
http://www.campaniapodcast.it/it/cultura/37-la-grotta-di-spartaco-castelcivita-salerno.html
leggendario rifugio di Spartaco

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