Sala C. vecchia, Madonna di Sito Alto, San Michele e Battistero

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Sala C. vecchia, Madonna di Sito Alto, San Michele e Battistero

Messaggio  Admin il Dom Giu 24, 2012 4:12 pm

"Sala C. vecchia, Madonna di Sito Alto, San Michele e Battistero", Giugno 2012
http://www.flickr.com/photos/80169267@N03/sets/72157630263543410/
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organizzato da CAI SALERNO/CAI CAVA


VALLO DI DIANO
Il termine Diano trae dal paese di Teggiano che in epoca medievale si chiamava appunto Diano.
è un estesa vallata pianeggiante sita in prov. di Salerno, lunga da nord a sud 37km, e larga da un massimo 6,800km ca a un minimo di 4,300km ca.
Infatti è racchiuso, lato ovest, dalle estreme vette del Cilento, e ad est dai monti della Maddalena che confinano con la Basilicata.
Il Vallo di Diano, che si trova nell’estremo sud-est della Campania, è con il Cilento dichiarato Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, istituitosi nel 1991.
Il Vallo è definito a sua volta la porta d’accesso di altri due Parchi Nazionali di grande importanza: quello della Val D’Agri ad est e quello del Pollino al Sud.
Per la sua altitudine tra i 415-450m slm, è considerato altopiano.
Un tempo la vasta piana era occupata da un lago pleistocenico.
Per la sua posizione geografica, rappresentava in antichità un crocevia delle principali culture sviluppatesi sui versanti adriatico, jonico e tirrenico, a partire da quella preistorica, poi quella villanoviana, lucana e greca.
Sempre in antichità il Vallo rientrava nella cosidetta grande Lucania, per cui ancora oggi si tramandano tradizioni e folclori tipicamente lucane.
Da nord a sud, esso è interamente attraversato sia dall’autostrada Salerno-Reggio Calabria(A3) sia dal fiume Tànagro.
Vallo di Diano comprende 15 comuni: Pertosa, Polla, Sant’Arsenio, San Pietro al Tànagro, Atena Lucana, San Rufo, Teggiano, Sala Consilina, Monte San Giacomo, Sassano, Padula, Buonabitacolo, Montesano sulla Marcellana, Sanza, Casalbuono.
-- mappa dei Comuni del Vallo di Diano (pag.40)
http://www.sitvallodidiano.it/sicMM/docs/itinerari/pdf/AllegatoA.pdf


GIOVANNI MARTINI
Sala Consilina ha dato tra i natali un personaggio passato alla storia per essere stato l’unico sopravissuto, nel Giugno 1876, alla famosa battaglia tra i nativi d’America(indiani) capeggiati dai celebri personaggi come Toro Seduto della tribù Sioux e Cavallo Pazzo della tribù dei Lakota, ed i soldati federali statunitensi capeggiati dal celebre tenente colonello George Armstrong Custer.
Questa battaglia, avvenuta ad Ovest del Mississippi e denominata Battaglia del Little Bighorn, nome di un torrente, fu la più schiacciante sconfitta per i conquistatori bianchi delle circa 64 Guerre Indiane avvenute quasi tutte nel XIXsecolo.
Successe che Giovanni Martini, ex tamburino garibaldino, svolgeva il ruolo di trombettiere per conto del tenente Custer. Quest’ultimo ordinò al trombettiere Martini di correre a chiedere i rinforzi di altri soldati, fu troppo tardi e l’ordine datogli gli salvò la vita.



BATTISTERO PALEOCRISTIANO SAN GIOVANNI IN FONTE
(UNICO AL MONDO PER ESSERE IMPIANTATO DIRETTAMENTE SU UNA SORGENTE D’ACQUA).
E’ ubicato in C.da Fonti, in territorio comunale di Sala Consilina, vicinissimo al confine territoriale di Padula.
Il Battistero fu fondato attorno al 308 d.c. per volere del papa Marcello I su una sorgente di polle d’acqua, tutt’ora perenne, considerata all’epoca sacra.
Nel Battistero avvenivano i battesimi per immersioni in una delle vasche, ancora oggi presenti, con 7 simbolici scalini.
Inoltre il Battistero divenne per un periodo sede di Diocesi.
Le funzioni delle immersioni nel Battistero furono descritte per la prima volta nel periodo romano-ostrogoto, per mano di un politico-letterato Flavio Cassiodoro, consigliere dell’imperatore Teodorico, che parlava dell’ingrossamento prodigioso del volume d’acqua durante la celebrazione della notturna veglia pasquale, riempiendo i 7 scalini anziché il normale livello dei 5 gradini, permettendo così di agevolare lo svolgimento del rito.
Nel XII° secolo sui resti del Battistero fu costruita poi su una chiesa dedicata al culto di S.Giovanni Battista.
Un tempo le pareti interne erano affrescate con figure di 4 evangelisti e di santi, oggi conservati presso il museo della Certosa di Padula.
--Battistero, gall.foto
http://www.padula.info/da-vedere/siti-archeologici/battistero-di-san-giovanni-in-fonte/
http://www.prolocopadula.com/foto.php?id_cat=7


MARCELLIANUM ROMANA, corrispondente all’attuale loc.Fonti, era uno dei 4 suburbi(sobborghi) dell’antica città Cosilinum romana. Il termine Marcellianum fu preso dal nome del papa Marcello I, clui che fece erigere in zona il Battistero paleocristiano San Giovanni in Fonte.
Nel IV secolo d.C. Marcellianum era nota per un’importante fiera che aveva luogo ogni anno nel giorno di S.Cipriano e alla quale accorrevano mercanti provenienti dal Bruzio, dall’Apulia e dalla Lucania.
La scomparsa di Marcellianum sarebbe stata causata, intorno al IX secolo, da attacchi dei saraceni e dei longobardi, assieme al Battistero semidistrutto.
Dell’antico sobborgo di Marcellianum rimangono sporadici resti che apparterrebbero ad alcune ville rustiche.


SENTIERO FRASSATI DELLA CAMPANIA
(IL 1’ SENTIERO DI TUTTE LE REGIONI D’ITALIA A LUI DEDICATO IN CAMPANIA).
è un sentiero che si sviluppa tra la pianura del Vallo di Diano, i monti della Maddalena e il centro abitato di Sala Consilina, ubicato interamente in territorio comunale di Sala Consilina.
Questo percorso, di particolare interesse naturalistico, paesaggistico, storico e religioso, fu inaugurato nel 23 Giugno 1996 dal Cai di Salerno.
Il Cai di Salerno fu per primo in Italia a intitolare un sentiero regionale al torinese Pier Giorgio Frassati, vissuto dal 1901-1925, dichiarato dal papa Giovanni Paolo II Beato.
L’inaugurazione del Sentiero Frassati di Sala Consilina fu tenuta, non a caso, a battesimo proprio presso l’antica fonte battesimale del Battistero paleocristiano dove sgorga ancora tutt’ora una sorgente.
E lo stesso Cai di SA che lanciò l’iniziativa di intitolare in ogni regione d’Italia un sentiero a questo personaggio, con il motto:
“PER INCONTRARE DIO NEL CREATO”
parole del beato Frassati.
Fino ad Agosto 2008 gli sono intitolati 14 sentieri in 14 regioni italiane su 20.
Nel 2012 a breve sarà inaugurato l’ultimo sentiero d’Italia (forse nel Trentino Altodige)
L’itinerario Frassati di regione Campania, lungo circa 9km, parte in pianura dall’antico Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte, sito in periferia di Sala Consilina, vicinissimo al confine territoriale di Padula.
Inizia a salire passando davanti ai ruderi del trecentesco monastero di S.Angelo delle monache cistercensi, prosegue su al Santuario San Michele dove secondo la tradizione viene venerato l’Arcangelo sin dal XIII secolo ogni 8Maggio e il 29 Settembre, ed è patrono della città di Sala Consilina.
La salita termina alla vetta del Santuario della Madonna di Sito Alto con 989m di dislivello.
Anche questo Santuario è meta di pellegrinaggio che avviene ogni il 1’ Martedì dopo Pentecoste e per la veglia dell’Assunta.
Si scende verso la Piazza Umberto I di Sala Consilina per il cosidetto sentiero dei Pellegrini, lato monte Schiavo, passando per i ruderi del castello al cui interno vi è la cappella di Madonna della Consolazione.
Da questo lato è invece di 853m di dislivello ed ha 2 sentieri alternativi: sentiero S.Leone/S.Eustachio/S.Stefano e sentiero S.Pietro.
--mappa Sentiero Frassati
http://www.sentierifrassati.org/index.php?option=com_content&view=article&id=101&Itemid=438

PIER GIORGIO FRASSATI il BEATO (biografia)
nacque a Torino il 6 Aprile 1901, figlio del fondatore e direttore del famoso quotidiano La Stampa, senatore nel 1903 sotto il governo Giolitti e ambasciatore a Berlino nel 1921-22. La madre, che era cugina del marito stesso, era invece una appassionata pittrice, così apprezzata che furono esposte alcune sue opere alla biennale di Venezia dove una di esse venne acquistata dal re Vittorio Emanuele III.
Quindi la famiglia Frassati era una di quelle dell’alta borghesia più in vista della città.
Durante l’adolescenza i genitori, visto i non brillanti risultati scolastici conseguiti dal figlio, lo affidò a una scuola retta dai padri gesuiti che lo accosteranno anche alla spiritualità cristiana.
Sviluppa così la sua grande vocazione che aveva dentro di sé sin da bambino, quello di aiutare i più poveri, i più bisognosi e i malati.
Fra le sue prove d’amore verso il prossimo fu quello di iscriversi alla Facoltà di Ingegneria meccanica con l’intento di specializzarsi in mineraria per poter lavorare accanto a i minatori che era la classe operaia ritenuta fra le più basse in assoluto dei ceti sociali.
Nonostante le ricchezze della famiglia, con la sua bella presenza che avrebbe potuto frequentare a ricevimenti o a feste di ballo, Pier Giorgio amava invece dedicarsi il tempo libero a favore dei diseredati.
Nel 1922 ricevette nella chiesa S.Domenico di Torino l’abito di terziario domenicano, quindi Pier Giorgio divenne un fervente discepolo di San Domenico e recitava il rosario ad alta voce fra la gente per strada o in tram.
Non di rado gli amici lo vedevano tornare a casa a piedi perché aveva dato a qualche povero i soldi che avrebbe dovuto utilizzarli per il tram.
Oltre alle opere di carità ebbe tempo di frequentare assiduamente la montagna che era la sua grande passione, iscrivendosi a più associazioni sportive tra cui il Cai di Torino.
Quando praticava l’alpinismo si sentiva elevare lo spirito e ritemprarsi l’anima. Scalò anche alcune difficilissime vette che tutt’ora sono riservate ad alpinisti esperti, tanto fu ricordato negli anni ’80 dal papa Giovanni Paolo II come “l’alpinista tremendo”, definendolo anche come modello ideale verso tutti gli sportivi del mondo.
Pier Giorgio ebbe modo di innamorarsi di una sportiva di modesto ceto sociale, che non le dichiarò il suo amore perché sapeva che i suoi genitori, che erano in difficili rapporti coniugali, non avrebbe mai accettata la presenza di una di provenienza non altolocata.
Pier Giorgio Frassati improvvisamente contrasse una grave poliomielite fulminante, probabilmente durante una delle tante visite nelle abitazioni dei malati poveri, che lo portò alla morte nel giro di 4-5 giorni.
Morì nel 1925 a soli 24 anni e tumulato prima nella tomba di famiglia poi attualmente nel Duomo di Torino.
Ai suoi funerali presero parte, oltre i personaggi importanti, anche tantissimi poveri che lo avevano conosciuto perché aiutati da lui.
E i suoi familiari per la prima volta capirono, vedendolo così tanto amato dal popolo, dove e come era vissuto Pier Giorgio, che la sua era una storia commovente, basata su fede e di impegno altrui.
Per la moltitudine dei partecipanti, qualcuno paragonò quei funerali a quelli di San Giovanni Bosco, altro santo torinese popolarissimo.
Il 20 Maggio 1990 fu proclamato beato dal papa Giovanni Paolo II, a seguito di un miracolo a lui attribuito, anche se non ha fondato ne istituti e ne congreazioni religiose.
Il miracolo, che fu riconosciuto dalla chiesa, era la guarigione di un malato friulano il quale, dopo essersi donato da un suo amico sacerdote di un‘immagine riproducente il Frassati, fu guarito inspiegabilmente.

LE FRASI DI PIER GIORGIO FRASSATI:
--Gesù mi fa visita ogni mattina nella Comunione, io la restituisco nel misero modo che posso, visitando i poveri.
--Vivere senza fede non è vivere, ma vivacchiare
--Sempre desidero scalare i monti, guadagnare le punte più ardite; provare quella gioia che solo in montagna si ha.
--Vorrei passare intere giornate sui monti a contemplare in quell’aria pura la grandezza del Creatore.
http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Giorgio_Frassati foto di Pier Giorgio Frassati
http://www.sentierifrassati.org/index.php?option=com_content&view=article&id=20&Itemid=33 foto di Pier Giorgio
CURIOSITA’
--nel Marzo 2008 il corpo del beato fu traslato eccezionalmente in Australia in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney.
--il beato, nonostante grande sportivo, era un abituale fumatore di sigari e pipe.
--la sorella Luciana Frassati, scrittrice, si sposò con Jan Gawronski, grande diplomatico ed ultimo ambasciatore polacco in Austria prima dell’occupazione nazista.
--la sorella Luciana Frassati, più giovane del beato, di un anno, morì nel 2007 all’età di 105 anni.
--il beato Pier Giorgio ha l’attuale nipote Jas Gawronski, figlio della sorella Luciana, noto giornalista, è stato corrispondente Rai da New York, Parigi, Mosca e Varsavia. Successivamente curatore di programmi televisivi culturali, scientifici e politici. E’ stato inoltre portavoce del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parlamentare europeo e membro della Commissione per gli affari esteri e di altre 3 Delegazioni importanti.


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