Da San Martino Valle Caudina a Solopaca, sul M.Taburno

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Da San Martino Valle Caudina a Solopaca, sul M.Taburno

Messaggio  Admin il Dom Set 11, 2011 12:16 am

"Da San Martino Valle Caudina a Solopaca, sul M.Taburno", Settembre 2011
------Percorso:
http://img43.imageshack.us/img43/2214/dasanmartinovallecaudin.jpg

Lunghezza: 62km -----Dislivello: 1050m
San Martino Valle Caudina – Montesarchio –Monte Taburno - FrassoTelesino – Solopaca –Lago di Telese –Telese Terme fs.

------Galleria foto:
http://www.flickr.com/photos/67172898@N04/sets/72157627657253148/show/

-----Curiosità:
www.digilander.libero.it/sanmartinovallecaudi/famigliapignatelli.html
---San Martino V.Caudina (clicchi pure castello longobardo da edifici storici per veder 3 splendidi affreschi).
www.comunitamontanataburno.it -----------Monte Taburno, 12 paesi della comunità montana
http://www.cacciano.it/parco2.htm --------Parco regionale Taburno-Camposauro, gall.foto
http://www.parcotaburno.it/pageSottoCategorie.aspx?cat=CATE000011 ---MonteTaburno i 14 sentieri
http://www.parcoavventuracamposauro.com/ ------Monte Taburno, parco avventura
http://static.panoramio.com/photos/original/3298717.jpg
---------------------------------------------la Dormiente del Sannio, gruppo montuoso del Taburno
http://www.festadelluvasolopaca.it/ ---------Solopaca, sagra dell’uva
http://www.prolocosolopaca.it/monumenti.html ------Ponte borbonico Maria Cristina (foto sotto)

PARCO REGIONALE del TABURNO-CAMPOSAURO
Il massiccio montuoso del Taburno-Camposauro, che copre una superficie di 15mila ettari, si trova esattamente a ovest di Benevento, interamente nella sua provincia.

A nord si affaccia verso le montagne del Matese, con la sottostante valle Telesina solcata dal fiume Calore Irpino e a sud in affaccio verso il parco regionale del Partenio, con la sottostante valle Caudina dove passa l’antica Via Appia.

E’ composto da due blocchi, m.Taburno e m.Camposauro, le cui vette raggiungono, rispettivamente, 1393m e 1390m, separati dalla Piana di Prata.
Seguono m.Alto Rotondi1305m, m.Sant’Angelo1189m, m.Gaudello1226m, m.Pentime1168m, m.Caruso, m.Pizzuto etc.

Tra le alte vette si presentano le 3 spianate soprannominate Campo di Cepino, Campo di Trelleca e Campo di Camposauro ad altitudini diverse.
Dalla vetta del m.Taburno si gode di un ampio panorama e nelle giornate limpide, oltre il Partenio, si possono vedere il Vesuvio e i m.Lattàri.

Il Taburno-Camposauro, dove in antichità venne citato dagli scrittori Publio Virgilio Marone definendolo ricco di pascoli e di ulivi e da Grazio Falisco che lo celebra per la cacciagione, si dispone a semicerchio creando la cosidetta valle Vitulanese che racchiude 8 comuni: Campoli del M.Taburno, Castelpoto, Cautano, Foglianise, Paupisi, Tocco Caudio, Torrecuso e Vitulano.

Dalla città di Benevento il profilo del massiccio assume le sembianze di una donna sdraiata, da cui l’appellativo di “Dormiente del Sannio”.

Si riconosce il viso rivolto verso l’alto in m.Pentime di Vitulano, capelli sciolti in m.Caruso di Foglianise, il ventre in m.Camposauro e i piedi col m.Taburno verso valle Caudina.

Il massiccio del Taburno-Camposauro è protetto dal 1994 istituendovi parco regionale Taburno-Camposauro.
La flora è composta, nelle quote alte, da faggio, betulla, acero, frassino, carpino, leccio, castagno, fino a scendere a quote basse con roverella, uliveti e campi coltivati.
La fauna annovera, fra gli uccelli, la cinciallegra, il pettirosso, il corvo imperiale, il nibbio reale, il falco pecchiaiolo, la ghiandaia, il picchio muratore e uccelli notturni come l’assiolo, il gufo, la civetta e il barbagianni. Piccoli rettili e anfibi quali l’ulone dal ventre giallo, il biacco e il columbro d’esculapio. Presenze di mammiferi come il cinghiale, la volpe, il riccio e la talpa.


FORESTA DEMANIALE del TABURNO
grande circa 614 ettari, è ubicata a sua volta all’interno del più esteso parco regionale Taburno-Camposauro.
L’area forestale risulta protetta già ai tempi di Carlo di Borbone, in quanto egli stesso decise di far impiantare, attorno al 1752, gli alberi di abeti bianchi, tra i preesistenti alberi di faggio, per far aumentare notevolmente la capacità d’acqua alla sorgente del Fizzo, individuata per far alimentare il parco della reggia di Caserta, attraverso l’acquedotto Carolino.

Per evitare che venisse meno l’enorme portata d’acqua l’area fu dichiarata Real Riserva del Taburno, vietando così di tagliare alberi e di pascolare, sottoponendo l’abetaia sotto sorveglianza dalle guardie reali.
La Real Riserva del Taburno, pur essendo ricca di selvaggina, soprattutto cinghiali, fu tra quelle meno frequentate dai sovrani per le battute di caccia. Successivamente fu posta, sempre sul Taburno, una seconda riserva altrettanto estesa, destinata al pascolo estivo delle reali razze di cavalli di Carditello.Ancora tutt’ora, alla ex Real Riserva del Taburno, odierna Foresta Demaniale, è vietato l’accesso.

Curiosità varie:
--Nell’area territoriale del parco regionale ricadono i 14 comuni: Bonea, Bucciano, Cautano, Foglianise, FrassoTelesino,
Melizzano, Moiano, Montesarchio, Paupisi, Sant'Agata de' Goti, Solopaca, Tocco Caudio, Torrecuso e Vitulano.
--Ad ovest, dove la valle diventa più stretta, si nota una macchia bianca sul fianco di un monte: è la cava del Monte Tairano, nei cui pressi si combattè, nel 321 a.c., la famosa battaglia della IIguerra sannitica, in cui i romani furono sconfitti dai sanniti.
-Nei pressi del pianoro del Camposauro, dell’esteso massiccio Taburno-Camposauro, vi è la cosidetta Cava di Pietra che presenta alcuni fossili sia sulle rocce che sul pietrame. Si tratta soprattutto di rudiste di un paio di cm di dimensioni.
http://www.galpartenio.it/guide/sentieri.pdf pag.59
--Grotta di S. Simeone, sita in territorio di Bucciano, conserva ancora affreschi datati intorno al 1600, la Grotta di S. Mauro, l’eremo di San Michele, il monastero longobardo di Santa Maria della Ginestra, la Casina Reale di caccia che i Borbone utilizzavano per ristorarsi tra una battuta e un’altra.


PIANA di PRATA Quadrivio
è una depressione tettonica che divide i due massicci del Taburno e del Camposauro.
Questa depressione separa i due massicci anche dal punto di vista idrogeologico, in quanto la circolazione sotterranea del Taburno defluisce principalmente verso la Valle Caudina con le sorgenti del Fizzo presso Bonea.
Quella del Camposauro invece verso la Valle del fiume Calore Irpino dove troviamo le sorgenti principali tra Solopaca e Paupisi.

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