Infiorata Madonna Grancelsa, ruderi megalitici su M.Massico e Basilica S.Maria in Foro Claudio

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Infiorata Madonna Grancelsa, ruderi megalitici su M.Massico e Basilica S.Maria in Foro Claudio

Messaggio  Admin il Ven Mag 24, 2013 12:00 pm

gall.foto:
http://www.flickr.com/photos/96180593@N04/sets/72157633616796333/
organizzato da Pietro Rotunno del gruppo "Amici della Montagna"



INFIORATA MADONNA GRANCELSA
Ogni 2’o 3’ domenica di Maggio si hanno luogo i festeggiamenti in onore della Madonna Grancelsa nella fraz.Casanova.
Per tale ricorrenza viene allestita sul manto stradale della via Grancelsa, che porta alla chiesetta a lei dedicata, l’infiorata con colorati petali di fiori, coi quali si creano vari mosaici compresa l’immagine della Madonna. Così nella mattinata di Domenica sul tappeto di fiori passa la processione della Madonna coi fedeli al seguito.
La chiesa della Madonna Grancelsa fu fondata nel XIIIsec dai frati dell’ordine dei trinitari provenienti da Gaeta.
Qui i frati costruirono una cappella dedicata alla Vergine, un dormitorio con le celle, un oratorio dove poter celebrare l’eucarestia e vi piantarono un albero di gelso che crebbe tanto rigoglioso da essere detto gran gelso.
La chiesetta in seguito venne ribattezzata col nome di santuario della Grancelsa per la presenza appunto del grande gelso da cui deriva, per contrazione, grande ed eccelsa riferita alla Madonna.
La chiesetta fu edificata, secondo la leggenda, sul luogo dove fu scoperto, da un pastore, il quadro della Madonna. Nell’immediato dopoguerra, la devozione verso la Madonna si accentuò perché i cittadini avevano invocato aiuto alla Vergine per scongiurare lo sgombero della città perche stava per essere bombardata, ma il giono dopo l’ordine di bombardare fu ritirato ed i Casanovesi si convinsero che era stato per intercessione della Madonna.
http://www.youtube.com/watch?v=AuzhnbIdFbc video youtube Infiorata 2008




Fraz.Ventaroli di Carinola ha dato l’illustre natale:
MATILDE SERAO
fu la prima donna italiana ad aver fondato due quotidiani: Il Mattino e Il Giorno.
Matilde Serao nacque il 7 Marzo 1856 a Patrasso, in Grecia, dal matrimonio tra l'avvocato napoletano Francesco Serao e Paolina Borely, nobile greca decaduta.
Il padre Francesco aveva dovuto lasciare la sua città nel 1848 perché ricercato come anti-borbonico, sfuggendo così alle spietate repressioni.
Durante l'esilio in Grecia aveva trovato lavoro come insegnante.
Conobbe e sposò Paolina Borely, colta, intelligente, angelica che sarà il vanto e il modello della giovane Matilde, anche se sarà di corporatura grossa, chiassosa, non bella e con un'aria da maschiaccio.
Il 15 agosto 1860 la famiglia Serao, con l'annuncio dell'ormai imminente caduta di Francesco II di Borbone, tornò in patria.
La famiglia trovò alloggio a Ventaroli, frazione di Carinola (CE), la cui permanenza durò 5mesi ca.
Verso gli inizi del 1861, Matilde seguì i genitori a Napoli dove il padre cominciò a lavorare come giornalista il quotidiano Il Pungolo.
Matilde respirò così fin da piccola l'ambiente della redazione giornalistica, rimanendone subito affascinata.
Nonostante il fascino giornalistico e malgrado gli sforzi di sua madre, all’età di 8 anni, non aveva ancora imparato né a leggere nè a scrivere. Imparò più tardi, solo in seguito alle vicissitudini economiche e alla grave malattia della mamma.
Quindicenne, frequentò la scuola Eleonora Pimentel Fonseca in Piazza del Gesù dove, in poco tempo e con ottimi profitti, ottenne il diploma di maestra.
Per aiutare il magro bilancio della famiglia, non esitò a cercare un lavoro stabile. Riuscì a vincere un concorso, dove risultò seconda, come ausiliaria ai Telegrafi di Stato, presso lo storico palazzo Gravina di Via Monteoliveto, sede dell’attuale Facoltà di Architettura.
Dopo 4 anni smise di lavorare da ausiliaria e cominciò dapprima con brevi articoli nelle appendici del Giornale di Napoli, poi passò ai bozzetti ed alle novelle firmate con lo pseudonimo Tuffolina.
Nel 1882, Matilde, animata dalla propria ambizione, di voglia di salire i gradini della scala sociale, lasciò Napoli per andare a Roma. Nella Capitale collaborò per oltre 5 anni con il giornale Capitan Fracassa., questa volta sotto lo pseudonimo Chiquita, e scrisse di tutto, dalla cronaca rosa alla critica letteraria.
ella redazione conobbe Eduardo Scarfoglio anch’egli giornalista.
Tra loro nacque un unione sentimentale e si unirono in matrimonio nel febbraio del 1885.
Dal matrimonio ebbero 4 figli. I due coniugi-giornalisti collaborarono anche con altri noti periodici a Roma come Fanfulla della Domenica, Nuova Antologia, Domenica Letteraria e Corriere di Roma.
A seguito dell’orlo del fallimento del Corriere di Roma, entrambi scesero a Napoli e vi fondarono il nuovo quotidiano Il Mattino che uscì con il primo numero il 16 marzo 1892.
Nello stesso anno, si rilevarono, nella vita privata di Matilde, una serie di avvenimenti negativi.
Tutto cominciò quando Matilde, dopo un litigio col marito, fece una villeggiatura in Val d'Aosta. Durante l'assenza della moglie, Edoardo conobbe Gabrielle Bessard, una cantante di teatro a Roma, e tra di loro cominciò una relazione.
Dopo due anni, quando Gabrielle rimase incinta, Scarfoglio rifiutò di lasciare la moglie per andare con lei, e così la Bessard dinanzi alla casa della coppia, si sparò dopo aver deposto davanti alla porta la piccola figlioletta nata dalla loro unione e dopo aver lasciato un biglietto sul quale era scritto: “Perdonami se vengo ad uccidermi sulla tua porta come un cane fedele. Ti amo sempre”.
Il giornale Il Mattino non riportò la notizia per evitare l’insorgere dello scandalo.
Lo stesso fece inizialmente il Corriere di Napoli che però ruppe l’accordo preso con Scarfoglio e pubblicò l’episodio. Intanto, la bimba venne affidata dal giornalista a Matilde che non esitò ad accettarla ed allevarla.
Qualche anno dopo, dopo ennesimi tradimenti da parte del marito, la Serao, sull’orlo dell’esasperazione lo lasciò definitivamente.
Nel 1900, a seguito dell’indagine sulle varie problematiche sorte nella città di Napoli, un senatore avviò un’inchiesta nella quale fu coinvolto anche Scarfoglio, accusato di essersi fatto corrompere in cambio di favori.
Non fu risparmiata nemmeno Matilde, accusata di aver ricevuto più volte i soldi in cambio di raccomandazioni per posti di lavoro. Matilde patì molto per le accuse subite che, aggiunte alla non felice situazione coniugale, la spinse a dimettersi dalla redazione de Il Mattino.
Tuttavia la Serao, nonostante un periodo di disoccupazione, dimostrò notevole tenacia e volontà di rivalsa. Nel 1903 ebbe la fortuna di conoscere una persona onesta, l'avvocato Giuseppe Natale, anch’egli giornalista. Con quest’uomo al fianco, la Serao fondò e diresse un nuovo quotidiano: Il Giorno. Dopo che il quotidiano ebbe un buon successo, entrambi convolarono a nozze e misero al mondo quattro figli.
Rimasta sola, dopo la morte di Edoardo Scarfoglio e del secondo marito, continuò con la stessa vitalità e passione il suo lavoro giornalistico e letterario.
Nell’arco di un cinquantennio della sua intensa attività lavorativa, oltre che redattrice degli importanti quotidiani romani e napoletani, ha scritto 70 opere letterarie come Il Ventre di Napoli, Il Paese di Cuccagna, Leggende napoletane, Cuore infermo, La Virtù di Checchina, Il delitto di Via Chiatamone, Fascino muliebre, San Gennaro nella leggenda e nella vita, Lettere di una viaggiatrice, Sterminator Vesevo etc La celebre scrittrice Matilde Serao morì a Napoli il 25luglio 1927 mentre era intenta a scrivere, nel suo appartamento di riviera di Chiaia, di arresto cardiaco.


BASILICA S.MARIA IN FORO CLAUDIO
Si trova in frazione Ventaroli di Carinola (CE)
Detta in Foro Claudio perché sul luogo sorgeva l’antica cittadina romana di Forum Claudii, meta di sosta di viaggiatori tra Roma e antica Capua(odierna S.Maria Capua Vetere) di cui rimangono ancora ruderi adiacenti alla chiesa.


CASINO DI CACCIA BORBONICO in loc.DEMANIO DI CALVI (CE)
Il Casino di caccia borbonico di loc.Demanio di Calvi, anche se poco o per niente conosciuto e abbandonato a se stesso, in passato era il luogo prediletto dove poter dedicare le parole amorevoli nei confronti di una donna amata.
Dalla palazzina (in stato atuale di ruderi), Ferdinando IV di Borbone re delle Due Sicilie, di Gerusalemme, infante di Spagna, Duca di Parma e Gran Principe ereditario di Toscana, scriveva spesso alla sua seconda moglie Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia, negli anni a cavallo del 1822.
Il re Ferdinando era legato a Lucia Migliaccio dal 1811. Che non si trattasse di una semplice avventura fu provato dal matrimonio morganatico tra i due (in cui la Migliaccio diveniva moglie ma non regina), celebrato a soli due mesi dalla morte di Maria Carolina.
Il loro rapporto fu ottimo, tantè che Ferdinando apprezzava nella seconda moglie "lo starsene in disparte dagli intrighi politici, il non aver pretese intellettuali, e di lasciarlo vivere in pace, a modo suo.
Per amore Ferdinando fece costruire nel 1817, una splendida villa con annesso parco sulla collina del Vomero, la Floridiana, per ringraziarla della serenità e della sicurezza affettiva che la duchessa gli dava.


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