"Centro storico di Solofra, Tunnel dell'Orco e Valle di Montoro"

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"Centro storico di Solofra, Tunnel dell'Orco e Valle di Montoro"

Messaggio  Admin il Mer Mag 01, 2013 10:42 pm

Gall.foto
http://www.flickr.com/photos/95386984@N04/sets/72157633396620158/
(puoi cliccar su Slideshow per scorrimento automatico delle foto)

Percorso: 50km
Mercato S.Severino –fraz.Soccorso –loc.Piazza di Pandola –fraz.Misciano di M.Sup. –fraz.Torchiati di M.Sup. –fraz.Aterrana di M.Sup. –fraz.Chiusa di M.Sup. –Solofra –loc.Scorza –Sant’Agata Irpina –fraz.Banzano di M.Sup. –ristorante “O Tagliero” –ruderi castello di loc.San Pantaleone –Bivio San Felice –fraz.Borgo di M.Sup. –Preturo –loc.Piano –loc.Figlioli –loc.Acigliano –fraz.Pandola di Merc. San Severino –Mercato San Severino


TRAFORO DEL PASSO DELL’ORCO
fu il primo tunnel ferroviario del Regno delle Due Sicilie.
Il traforo, che prende nome dal valico “Passo dell’Orco”, detto così per la furia devastante del condottiero cartaginese Annibale che ivi sarebbe passato, è ubicato tra loc.Lavorate di Sarno e loc.Codola di Nocera Inferiore, al confine con loc.Trivio di Castel S.Giorgio, lungo l’allora linea ferroviaria Capua-Cancello-Sarno-Mercato San Severino e verso le “Vie delle Puglie”.
Fu inaugurato solennemente nel 31 Maggio 1858 sotto la benedizione del vescovo di Nocera, con tanto di drappelli di soldati e bande musicali.
Ma i treni iniziarono a transitare dal 17 Febbraio1861 (3 anni dopo), cioè dopo la caduta dei Borbone.
Allo sbocco del tunnel, lato Codola, si trovava la vecchia stazione Codola per passeggeri.
Nel 1882 la stazione fu spostata più avanti per un aggiunta di un altro collegamento: Sarno-Nocera Inferiore, con nuova stazione detta Bivio Nocera, adibita a posto movimento.
http://www.interrail.it/fimf/bollettini/266/Boll266A20-22.pdf
http://www.ferroviaturistica.it/Storia.html
http://www.lestradeferrate.it/mono16/16bvnocera.htm



la fraz.Misciano di Montoro Inferiore ha dato l’illustre natale:
MICHELE PIRONTI
patriota risorgimentale antiborbonico, politico italiano e conte.
Nacque il 23 Gennaio del 1814 nella fraz.Misciano di Montoro Inferiore, da una famiglia agiata, di origine di Ravello.
Michele Pironti, soprannominato il giovane dagli occhiali d’oro, già pedinato da mesi per il suo alto rischio di pensieri ed idee antimonarchiche, fu arrestato il 3 Agosto del 1849 dalle truppe borboniche dopo che fu perquisita la casa sua a Napoli dove all’epoca soggiornava.
Fu scoperta, tra le varia carte, definite sovversive, quella contenente il canto dell’Inno Nazionale da lui scritto.
Dal quel momento per Pironti fu un lungo periodo di calvario tra un carcere e l’altro.
Fu accusato di pesanti pene, persino di pena di morte perché era stato il probabile presidente dell’organizzazione clandestina, la cosidetta “Setta segreta dell’Unità d’Italia”durante il Regno della Due Sicilie.
Dopo aver subito 14 giorni di totale isolamento e trasferito nel carcere di Castel dell’Ovo a Napoli, la Gran Corte Criminale di Napoli emise nel febbraio 1851 la sentenza: il Pironti fu condannato non a morte ma a 24 anni di carcere duro.
Così altri trasferimenti, nel carcere di Ischia, in quello di Nisida, di Montefusco e di Montesarchio.
Fu ritenuto tra i detenuti politici più pericolosi, tra gli altri vi erano il duca Sigismondo Castromediano, Carlo Poerio, Luigi Settembrini, Nicola Nisco etc.
Il governo borbonico, per sbarazzarsi di questi patrioti, definendoli criminali di Stato, emise per loro l’esilio perpetuo con la deportazione in Argentina.
Dal carcere di Montesarchio furono portati a Napoli per farli imbarcare sulla nave “Stromboli”, ma poco dopo la partenza fu fatto scendere a Coroglio di Nisida Pironti per le sue pessime condizioni di salute, quasi moribondo, subite nei carceri con condizioni estremamente disumane.
Rinchiuso nel vicino carcere di Nisida fino all’estate 1859, cioè anno in cui fu appena isituito il nuovo Regno d’Italia.
Poco dopo la nascita dell’Unità d’Italia Pironti rivestì di numerosi e importanti cariche politiche:
Consigliere della Corte Suprema di Napoli,
Segretario Generale di Grazia e Giustizia,
Deputato nell’VIII Legislatura al Parlamento,
Senatore del Regno,
Commissario Staordinario del Comune di Napoli,
Procuratore Generale della Corte d’Appello di Napoli
Ministro Guardasigilli
Dopo essersi dimesso da Ministro Guardasigilli il re Vittorio Emanuele II lo nominò conte.
Procuratore Generale della Corte di Cassazione a Firenze.
Michele Pironti morì in povertà a Torre del Greco il 14 Ottobre 1885.
Le sue spoglie stanno nel cimitero di Pomigliano d’Arco (NA), la cui tomba, accanto a quello del patriota Carlo Poerio, è dichiarata monumento nazionale.
Attualmente nel palazzo Pironti di fraz.Misciano di Montoro Inf. vi abita una discendente diretta di Pironti.
http://www.brigantaggio.net/brigantaggio/Personaggi/Pironti.htm Michele Pironti patriota, natio di fraz.Misciano


PREISTORIA NELLA FRAZIONE ATERRANA di MONTORO:
vennero rinvenuti nella gola “Vallone del Candelito” nell’Aprile 1978, dal solofrano Francesco Guacci, utensili litici del Paleolitico superiore (circa35mila-20mila ac)


SOLOFRA (AV) +12mila solofrani
è posta in una conca circondata dalle cime dell’estremo ovest dei monti Picentini le cui vette: San Marco, Pergola, Vellizzano, Garofano e dai monti Mai (tra cui Pizzo San Michele).
Il termine Solofra deriva dall’osco salufer o solofri, corrispondente al latino saluber, cioè salubre.
La città è definita la porta di accesso sia per l’Irpinia sia per la pianura campana.
Nella loc.Castelluccia fu eretto dai sanniti un avamposto, detto arx in termine osco, su uno sperone roccioso lungo la via di passaggio tra la Valle del Sabato e quella dell’Irno.
In loc.Starza, su una collina, furono rinvenuti resti di una necropoli risalente ai sanniti, scoperta negli anni ’75-76 del secolo scorso.
In epoca romana furono invece costruite almeno 14 ville rustiche nella valle solofrana, tra cui quella rinvenuta in loc.Tofolo, in fraz. Sant’Agata Irpina, di notevole dimensione. (foto in elenco Curiosità, sotto).
Sempre i romani, vi fecero passare la Via Antiqua per l’odierna fraz.Sant’Agata di Solofra, che collegava le principali città di Salernum con Abellinum.
Nel medioevo Solofra faceva parte del gastaldato longobardo di Rota(odierna Mercato San Severino), del Ducato di Benevento, capitale della Longobardia Minor.
Poi con la suddivisione del Ducato beneventano in Principati di Benevento e di Salerno, rientrava in quello di Salerno.
In tale epoca Solofra era quasi ai confini tra i due Principati (oggi loc.Ogliara di Serino).
Solofra ebbe come feudatari i Sanseverino, i Filangieri, gli Zurlo, i Della Tolfa e gli Orsini.
All’epoca sveva risale la costruzione di un modesto castello sui resti dell’antica arx(avamposto)sannita.
Del castello svevo rimangono sporadici ruderi.
Fu invece in mano alla potente famiglia Orsini di Gravina(Puglia), che venne eretto lo splendido palazzo ducale, in stile rinascimentale, che si nota ancora oggi in centro storico.
Già in epoca medievale Solofra divenne rinomato centro specializzato nella concia delle pelli, oltre che della pastorizia e della lana, soprattutto nel periodo angioino quando la feudataria di Solofra Francesca Marra si imparentò con una potente famiglia salernitana che fece trasferire da Salerno a Solofra numerosi artigiani della pelle.
Ciò portò all’espansione urbanistica fino a comprendere ben 15 casali.
Il periodo d’oro dell’industria conciaria medievale solofrana culminò nella metà del XVIIIsec quando erano presenti fino a 65 botteghe che impegnavano oltre 600 persone.
Con la Rivoluzione Napoletana del 1799 l’attività subì un considerevole danno diminuendo drasticamente le concerie.
In questo stesso periodo a Solofra si formò la banda dei fratelli Caraviello.
Nel 1895 ebbe il titolo di città.
Nel 23 Novembre 1980 fu una delle tante località colpite dal terremoto, subendone notevoli danni.
Il 9 Novembre 2005 la città, per lo spirito di grande sacrificio che si risollevò dopo il disastroso terremoto dell’Irpinia, fu insignita di Medaglia d’oro al merito civile.

PALAZO DUCALE DEGLI ORSINI
fu acquistato nel 1555 dalla potente duchessa di Gravina, Beatrice Ferrella. Già piccolo palazzo gentilizio dei predecessori baroni Zurlo di Napoli, la duchessa lo fece demolire per la costruzione di un grandioso edificio in stile rinascimentale su progetto dell’architetto Florio Campanile di Napoli.
Possedeva un grazioso giardino retrostante con fontane ed era cinto da mura fortificate.
Le stanze erano lussuosamente affrescate, persino le stalle con rispettive mangiatoie erano illeggiadrite da affreschi con immagini sacre e profane.
Furono utilizzate pietre provenienti dal castello svevo per le fondamenta, di cui si notano ancora oggi solo sul lato della fontana dei 4 leoni.
Dopo qualche tempo, a causa di seri cedimenti, fu riprogettato e ricostruito, questa volta in maniera più sontuosa e senza cinta muraria.
Si dovette anche arretrare la facciata, per volere del comune, per far spazio ad una nuova strada più larga e più diritta (attuale Via Gregorio Ronca).
Infatti il palazzo, originariamente, si affacciava direttamente sull’antica strada consolare romana Via Vetere, attuale Via della Fortuna che era stretta e tortuosa.
http://web.tiscali.it/archeologiasolofra/index.htm
--In piazza Orsini, dove sorge la Fontana dei Leoni, si può osservare uno dei blocchi di pietra su cui battevano l’oro gli artigiani di questa antica arte solofrana (fa da piedistallo al supporto di ferro battuto che regge la fiaccola della pace).

COLLEGIATA SAN MICHELE
è dichiarata monumento nazionale per le sue pregevoli opere d’arte. Fu costruita su un antica chiesa (detta Pieve all’epoca) che era dedicata a S.Angelo e S.Maria.
La Colleggiata è dedicata all’arcangelo Michele il cui culto fu portato in loco dai longobardi, che lo sovrapposero a quello bizantino della Vergine.
http://it.wikipedia.org/wiki/File:Piazzasolofra.jpg

--15 ANTICHI CASALI DI SOLOFRA:
Capo Solofra, Fontane soprane, Fontane sottane, Sorbo, Balzami, Forna, Fiume, Sortito, Burrelli, Casate, Fratta, Toro soprano, Toro sottano, Vicinanzo, Sant’Agata.

CONCIA DI SOLOFRA
Attualmente Solofra rappresenta uno dei 4 principali poli conciari in Italia per la lavorazione delle pelli ovino-caprine.
Un vero e proprio distretto conciario che si estende, compreso le concerie dei comuni di Montoro Inf., Montoro Sup. e Serino, su un territorio di 60km2, dando lavoro a circa 4500 addetti sparsi in circa 400 aziende.
Curiosità:
--nel polo conciario di Solofra fu lavorata la pelle di nappa per il giubbotto rosso con strisce nere che Michael Jackson indossò per il video di Thriller, l´album del 1982 più venduto di sempre.
--una nota casa di moda internazionale commissionò ad una conceria di Solofra la realizzazione delle pelli.
A seguito di ciò i suoi prodotti fecero il giro del mondo.
--nei primi anni ‘80 venne in città Osama bin Laden per informarsi sui metodi di lavorazione delle pelli, che già da tempo importava pellame dall'Irpinia per le sue imprese in Afghanistan e Pakistan.

PERSONAGGI NATII I LEGATI A SOLOFRA: (in tutto 74 circa)
--GREGORIO RONCA
Marinaio e scienziato della Marina Italiana.
Fu autore di importanti scoperte scientifiche durante i suoi viaggi in mare oceanico intorno al globo.
Fu incaricato di guidare la nave oceanica da guerra “Dogali”.
Partì da Napoli (27 novembre 1881) con rotta Rio de Janeiro, Montevideo, Stretto di Magellano, le coste del Cile, le isole Figj, Sidney, Singapore, Sumatra, le Antille, le Gujane, l’Amazzonia con una coraggiosa risalita del Rio delle Amazzoni dove mai era giunta una nave, le Seichelle, la traversata del mar Rosso, lo stretto di Suez, fino a Venezia (21 settembre 1884) dove il viaggio terminò.
Il viaggio, che si rivelò utile dal punto di vista economico, politico, militare e geografico e i cui risultati furono pubblicati sia dalla "Rivista geografica" che dalla "Rivista Marittima", fu illustrato dallo stesso Ronca a Roma e a Milano, dove lo scienziato ebbe l’apprezzamento di Guglielmo Marconi.
Tra i risultati ci furono preziose collezioni di antichità americane e malesi, di minerali, di piante e di animali esotici donate ai musei italiani.
Gregorio Ronca fu anche autore di importanti innovazioni applicate sulle nuove navi da guerra sempre più moderni nella Marina italiana.
Applicò per la prima volta sulla nave da guerra un motore elettrico ai proiettori, creando il primo proiettore manovrabile a distanza, una invenzione che eliminava il complicato sistema di manovra dei proiettori di luce delle navi non più adatto alle nuove velocità.
Per l’importanza dei suoi studi il Ronca fu destinato all’Accademia navale di Livorno come insegnante di Artiglieria e Balistica.
Inventò anche un nuovo sistema di calcolo della traiettoria dei proiettili da sparare con più precisione dai cannoni delle navi.
Il metodo fu adottato da molte marine, tra cui quella giapponese che si modernizzò proprio sulla base delle tecniche sperimentate dalla marina italiana. Riuscì la marina giapponese a vincire la guerra navale contro la Russia.
Gregorio Ronca donò la Preghiera del Marinaio che aveva ottenuto dal poeta Antonio Fogazzano e che fu adottata da tutta la marina italiana.
A Solofra vi è la sua tomba monumentale.

--GLEN COOPER (nato a New York 8 Gennaio 1953)
E’ presidente onorario dell'Associazione Culturale “A.s.be.cu.so.” (Associazione Salvaguardia Beni Culturali Solofra).
E’ dotato di grande versatilità.
Si è laureato in archeologia e medicina, presidente e amministratore di un importante azienda di biotecnologie, fondatore casa cinematografica “Lascaux Pictures”, produttore cinematografico, sceneggiatore.
E’ anche un grande scrittore in ambito internazionale con le sue opere romanzesche: “La biblioteca dei morti”(maggio 2009) “Il libro delle anime”(maggio 2010), tradotte in 29 paesi.
Altri libri: “La mappa del destino”(gennaio 2011), “Il marchio del Diavolo”(dicembre 2011), “L’ultimo giorno”(giugno 2012 in anteprima mondiale in Italia).
http://www.beniculturalisolofra.it/chi-siamo/presidente-onorario.html

--FRANCESCO GUARINI celebre pittore del ‘600 barocco napoletano di influsso caravaggesco.
Eseguì molte opere d’arte al servizio dei duchi Orsini sia a Solofra che nel loro paese d’origine a Gravina in Puglia.
A Solofra la sua attività si concentrava nella Collegaiata di S.Michele Arcangelo con le pitture nel soffitto del transetto.
Guarini morì a Gravina per la sofferenza e l’umiliazione subita in seguito all’uxoricida della moglie di un artigiano gravinese con la quale aveva avuto una tormentata relazione.

--Giulia Ronca (1900-1966), nipote del grande Gregorio Ronca e crocerossina, trasformò la sua casa a Solofra in un ospedale per il primo soccorso dopo il bombardamento del 1943 meritando la medaglia d'argento al valor civile.
--Giovanni Battista Vigilante intagliatore-intarsiatore, tra i più attivi del ‘500 napoletano.
Lavorò molto a Napoli: la Certosa S.Martino, S.Maria La Nova, S.Caterina a Formiello, chiesa dell’Annunziata, S.Gregorio Armeno, Donnaromita, monastero S.Severino e Sossio.
--Mondillo Orsini duca di Gravina, feudatario di Solofra.
Entrò nella Congregazione di S.Filippo Neri, vescovo di Melfi e Rapolla, Arcivescovo di Capua.
--Taddeo Garzilli sacerdote e matematico, vescovo di Boiano, di S.Agata dei Goti e di Acerra, dove si adoperò per completare la costruzione del Duomo e dove riposano le sue spoglie.

--i 3 medici Riccardo, Andrea e Niccolò Fasano esperti dell’arte medica alla corte angioina ottenendo importanti privilegi.
--Onofrio Giliberti drammaturgo matematico, astronomo e letterato, fece parte dell’Accademia solofrana “Amene Lettere”
--Pier Francesco Orsini papa Benedetto XIII
--Felice De Stefano marinaio, ingegnere navale, dirigibilista nella prima guerra mondiale
--Camillo Maffei matematico, filosofo aristotelico e medico della famiglia Orsini.
--Buonanno Nicola, chirurgo di fama a Napoli e a Solofra.
--Gerardo Carmine Gargiulo cantautore, paroliere compositore
--Francesco Saverio Giliberti letterato e umanista, abate di Montevergine.
--Nunziante Garzilli sacerdote, filosofo e poeta
--Domenico Murena giureconsulto, letterato e poeta
--Giovan Battista Ronchi fisico, matematico, autore di varie invenzioni tecniche, tra cui un cronometro.
--Giuseppe Maffei junior magistrato, si impegnò a far passare per Solofra il tronco ferroviario San Severino-Avellino.
--Giuseppantonio Grassi medico e chirurgo della Marina di Napoli e dell’Ospedale degli Incurabili.
--Gabriele Fasano sacerdote e letterato, tradusse in napoletano la Gerusalemme Liberata del poeta TorquatoTasso.
--Massimiliano Murena giurista e filosofo, autore di importanti opere dell’Illuminismo napoletano.
--Felice Giannattasio matematico, astronomo e filosofo
--Leonardo Santoro medico e chirurgo innovatore
--Matteo Barbieri autore di un opera scientifica “Notizie storiche dei filosofi e matematici del Regno di Napoli”
--Antonio Giliberti teologo e latinista, autore del “Pantheon Solophranum” in versi latini, in cui celebra le glorie locali

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