Antica Allifae, Piedimonte M. vecchia e pranzo a San Potito S.

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Antica Allifae, Piedimonte M. vecchia e pranzo a San Potito S.

Messaggio  Admin il Mer Mag 01, 2013 9:59 am

"Antica Allifae, Piedimonte M. vecchia e pranzo a San Potito S."
http://www.flickr.com/photos/95386984@N04/sets/72157633376978223/


ALIFE +7500 alifani
Sorge alle pendici del versante meridionale del Massiccio del Matese, nel pieno Medio Volturno, e lambito dal torrente Torano, affluente del Volturno.
La vasta pianura in cui ricade la cittadina ne prende nome Piana Alifana.
E’ nota anche come Sannio Alifano perchè situata nella parte sud-occidentale della regione storica del Sannio.
La vastità del suo territorio comunale la colloca al 3’ posto della provincia di Caserta, dopo Sessa Aurunca e Teano e tra i primi in Campania.
La zona di Alife fu frequentata sin dall’età neolitica grazie al ritrovamento di strumenti di selce lavorata come raschiatoi, lame, bulini e punte di lancia.
Alife fu fondata dagli osci nel V sec ac col nome di Allibo, riferito all’ulivo che all’epoca doveva essere molto presente.
Successivamente occupato dai pentri di stirpe sannita come testimoniano le numerose sepolture rinvenute nelle loc.Conca d’Oro e Croce S.Maria i cui resti sono esposti nel museo archeologico alifano.
In epoca sannita l’area fu chiamata Alipha, in seguito dai romani Allifae.
La città, in mano ai sanniti, fu fiorente tantè che ebbe la propria zecca e battè la propria moneta. Infatti furono rinvenuti due monete, a testimonianza della sua potenza economica.
Le monete, conservate nel museo archeologico di Napoli, presentano ad uno dei due lati un toro, dal quale sembra abbia preso nome il vicino corso d’acqua: il Torano.
In epoca romana la città ebbe un governo proprio guidato dalle famiglie dei Ponzi, degli Apulei e degli Acilii Glabrioni.
Attorno al 268ac Allifae ottenne da Roma la civitas sine suffragio, ovvero cittadinanza romana senza diritto di voto, ed assegnò ad ogni singolo veterano romano di guerra un pezzo di terra in modo da mantenere sotto controllo il territorio.
Inmano ai romani la città fu arricchita di teatro, anfiteatro, terme, il foro, il circo, criptoportici, ville e fontane.
Fu frequentata da duumviri, Censori, consoli, decurioni, questori etc.
I principali assi viari collegavano Caiatia a Bovianum attraverso il Matese, e Venafrum con Telesia attraverso la principale Piana del Volturno.
Le sue mura originariamente erano più alte rispetto all’attuale piano di calpestio, sono alte in media 7m e quasi 2,5m di spessore. La parte inferiore delle mura risalgono al I sec dc, mentre la parte superiore è di epoca longobarada o angioina.
Lungo le mura si alternano torri di guardia a pianta semicircolare, quadrangolare ed esagonali.
Quest’ultimi negli spigoli.
La città conserva intatto l’antico impianto urbano romano, a pianta rettangolare di 550m di lunghezza per 440m di larghezza, con angoli smussati, con il decumano massimo che univa Porta Napoli a Porta Roma e il cardine massimo tra Porta Piedimonte e Porta Fiume.
I dintorni di Alife sono punteggiati di ritrovamenti romani fatti di resti di ville, necropoli, oggetti rinvenuti nei campi, porzioni di acquedotti, fondazioni, opere murarie e mausolei.
Dall’anno 499dc Alife fu, per secoli, importante sede vescovile.
Nel lungo periodo longobardo Alife fu una delle 24 sedi del gastaldato del Ducato di Benevento, che amministravano porzioni di territori.
Alla fine del X secolo le discordie tra i longobardi di Salerno e quelli di Benevento fecero correre in aiuto di quest’ultimi i saraceni che distrussero e bruciarono Alife e Telese. Dopo le incursioni saracene gli alifani, non potendo ritornare nella loro città rasa al suolo, scelsero Piedimonte M. e Castello del M. situati in posizione dominante e di maggiore sicurezza come seconda loro patria.
In epoca normanna Alife fu assediata e conquistata dal conte normanno Rainulfo I della dinastia Drengot Quarrel, cognato di Ruggero II re di Sicilia, Puglia e Calabria.
Fu il successore Rainulfo II a far erigere l’attuale cattedrale, attorno al 1127.
Sotto i normanni, col titolo nobiliare di conte di Alife e di Caiazzo, la città ebbe momenti di gloria e di splendori.
Nel 1131-32 lo stesso conte normanno Rainulfo II, per liberare la città dalla peste, chiese ed ottenne dall’antipapa Anacleto II le reliquie di S.Sisto I, martire e papa, provenienti dalla necropoli vaticana.
Nel 1138 Ruggiero II, in seguito a contrasti sorti con Rainulfo II, ordinò la distruzione della città e l’incendio che seguì distrusse monumenti ed opere d’arte.
Alife perse così gran parte della sua importanza e si ridusse a uin modesto centro rurale.
Nel paese vi transitò il re Carlo d’Angiò prima di sconfiggere lo svevo Manfredi a Benevento nel 1266.
Anche nel 1561 la cità fu saccheggiata e distrutta dalle truppe del re Filippo II di Spagna per punire il conte Ferrante II Diaz Garlon rei di aver partecipato al delitto di una sua sorella.
I feudatari che governarono Alife furono i Boffa, d’Aquino, d’Avella, Janvilla, Marzano, Stendardo, Origlia, Gaetani e gli spagnoli Diaz Garlon coi quali Alife conobbe uno dei periodi più splendidi della sua storia.



I CONTI NORMANNI di ALIFE:
-Rainulfo I (1066-1087);
-Roberto (1087-1115) figlio del precedente;
-Rainulfo II (1115-1139) figlio del precedente, Duca di Puglia 1137-1139;
-Riccardo di Ravecanina (1139-? fratello di Rainulfo;
-Malgerio Postella (1150-?
-Andrea di Ravecanina (1154-1155) figlio di Riccardo;
-Ruggero (1169-
-Riccardo di Fondi (1178;
-Giovanni di Ravecanina (1191-1198) figlio di Riccardo di Ravecanina


DIPLOMA DI ALIFE
fu redatto nel 5 Ottobre 1273 ad Alife, per volere del re Carlo d’Angiò, che riguardava la suddivisione dell’Abruzzo in due parti. Il Distretto di Abruzzo di allora, essendo troppo esteso ed ubicato all’estremo limite settentrionale del Regno di Napoli, non era ben amministrato e difeso per cui si decise di dividerlo in due parti lungo il confine naturale del corso del fiume Pescara. A nord veniva a crearsi il Giustizierato d'Abruzzo Ulteriore, ovvero Abruzzo Ultra, e a sud il Giustizierato d'Abruzzo Citeriore, ovvero Abruzzo Citra.
http://digilander.libero.it/mgiugliano/Museo/Capitoli_Alife_foto_bis.htm

PAPA SISTO I
fu il 7’vescovo e e il 7’papa di Roma attorno all’anno 117 e durò il suo papato per circa 10 anni..
Essendo venerato dal conte normano Rainulfo II di Alife, quest’ultimo chiese ed ottenne dall’antipapa Anacleto II le reliquie del santo che si trovavano nella necropoli vaticana, attorno al 1131-32, per liberare la città dalla peste.
Da allora è santo protettore del paese, le cui reliquie sono tutt’ora conservate nella Cattedrale di Alife, dapprima a lui dedicata, successivamente a S.Maria Assunta.
Le reliquie furono riposte fino al 1716 nell’abside centrale della cripta, poi spostate nell’attuale cappella laterale.
Nello scavare la fossa e prelevare l’urna, apparvero nel fondo della cassa 2 monete medievali: una d’argento l’altra di rame. La processione a lui dedicata avviene ogni 11 Agosto.
San Sisto I, oltre ad aessere venerato come patrono di Alife nella diocesi di Alife-Caiazzo, è anche patrono di Alatri(prov.Frosinone) della diocesi Anagni-Alatri.
Dal Medioevo, fino a pochi anni or sono, ognuna delle due città riteneva di detenere per intero il corpo di San Sisto.
Gli studi condotti negli anni ’80 invece, mostrano che entrambe le città hanno circa il 50% del corpo del Santo.
http://it.wikipedia.org/wiki/File:San_sisto_alife.jpg


TRA I NUMEROSI PERSONAGGI ILLUSTRI
--Pietro di Alife, accusato di eresia, fu liberato dalle catene nel carcere di Roma per intercessione di San Francesco d’Assisi e per questo prodigio, riconosciuto da un vescovo di Tivoli, fu reso famoso in un celebre affresco del grande pittore-architetto Giotto nel 1290.
--Niccolò Alunno fu segretario regio presso la corte di Roberto d’Angiò, diplomatico ed abile notaio, ottenne dal re il massimo grado di Gran cancelliere del Regno di Napoli.
--Malgerio Sorel fu dapprima feudatario di Alife, Sesto Campano, Mignano Monte Lungo, Torcino e Sant’Agata dè Goti. Poi monaco e falconiere nella ristretta cerchia dei fedeli dell’imperatore Federico II di Svevia. I suoi funerali avvennero nell’abbazia della Ferrara di Vairano Patenora dove assistette suo amico Pietro da Morrone, futuro papa Celestino V e successivamente santo, come testimonia un affresco rinvenuto all’interno dell’abbazia stessa.
--Alessandro Vessella, classe 1860, dopo aver studiato musica al Conservatorio di Napoli, divenne grande compositore per bande musicali a Roma dove fu riconosciuto a livello nazionale.
--Orazio Michi, classe 1594, fu inventore dello strumento musicale arpa a 3 corde. Fu tra i più valenti suonatori e compositori di arpa di tutti i tempi.
--Antonio Agustin, uno spagnolo che fu vescovo di Alife, Lèrida e Taragona attorno al 1545, anche giurista, telogo, storico, bibliofilo e bibliografo. Prese parte del Concilio di Trento.


ELENCO RESTI DI EPOCA ROMANA ALIFANA:
--l’anfiteatro romano di Alife è per dimensioni il 4’ nel mondo romano, dopo quelli di Roma, S.Maria Capua Vetere(antica Capuam) e Pozzuoli(antica Puteoli). Fu scoperto nel 1976 il basamento grazie alle foto aeree scattate che confermò l’ipotesi.
--teatro romano i cui resti furono scoperti nel 1965 durante i lavori di edilizia. Ne rimangono alcuni resti in un cortile privato e dei pezzi riutilizzati nella Cattedrale. Gli edifici compresi tra Via Roma e Via Vessella ricalcano la pianta dell’emiciclo del teatro.
--Alife possedeva anche un circo di cui non rimangono tracce.
--Parco delle Pietre è ubicato nello spiazzo della caserma dei carabinieri, dove sono esposti all’aria aperta sarcofagi, cornici, cippi con iscrizioni e sculture recuperati durante i lavori di campagna, divelti dagli aratri.
--nella villa comunale adiacente Porta Napoli sono esposti cippi funerari e resti di un impluvium di una domus romana.
--Cappella Madonna delle Grazie, lungo l’antico tracciato romano della deviazione di Via Latina che conduce ad Alife, sovrasta un tomba romana ipogea a pianta circolare.
--Mausoleo “il Torrione”, lungo la stessa strada della cappella Madonna delle Grazie, nel quale fu scoperto un tesoro con monete del medioevo.
--Mausoleo degli Acilii Glabrioni, ubicato alle porte di Alife, di fronte Porta Napoli, originariamente ricoperto esternamente con paramento di grandi lastre di calcare, fu trasformato nel XIIIsec in cappella dedicata a S.Giovanni Gerosolimitano e nel 1924 in cappella ai Caduti.
Dopo gli interventi di restauro del 1938 raccoglie il materiale archeologico rinvenuto in zona di Alife.
Nonostante i molteplici rimaneggiamenti conserva ancora quasi integra l’originaria struttura cilindrica con copertura a cupola. La cupola interna ripete in scala ridotta il Pantheon di Roma, in basso vi sono collocate 8 piccole nicchie ed il pavimento originario si trova a 130cm sotto il piano attuale.
--mausoleo di loc.Quattro Venti-Ceraso.
--Criptoportico romano, ben conservato, collocato all’interno delle antiche mura romane, è una galleria rettangolare ad U lunga oltre 100m, sostenuto da colonne provenienti dal teatro romano di Alife.
Serviva, oltre che da semplice corridoio di passaggio, per la conservazione delle derrate al riparo dagli sbalzi termici. Durante la 2’ guerra mondiale fu utilizzato come rifugio antiaereo, poi abbandonato.
--resti di taberne, che si affacciavano sul foro romano, sono riportati alla luce sotto il piano di calpestio della sede ufficio postale.
--parti di pavimento con le tipiche suspensurae di un’aula termale sono visibili sotto la cripta della Cattedrale S.Maria Assunta.
--Museo archeologico dell’antica Allifae con reperti provenienti dalle 2 necropoli di Conca d’Oro e Croce S.Maria. 0823.787005
--gli scavi condotti negli anni 1880-84 nella necropoli di loc.Conca d’Oro, dal proprietario del fondo Giacomo Egg, portarono alla luce 44 monete d’argento di cui 7 attribuite ad Allifae, 30 a Phistelia, e le altre a Neapolis, Cumae ed Uria; e una ventina di bronzo, quasi tutte romane. Poi residui di stucco dipinto rappresentanti figure umane ed animali feroci, come tigri, leoni ecc, anfore vinarie, crateri di varie grandezze con figure di donne, fogliami ecc, dei pesi da telaio, fusarole, cinturoni; armille ed anelli, utensili da toeletta, ornamenti a spirale, uno specchio circolare con manico, fibule, etc.
--in loc. S.Simeone, nel Marzo 1896, mentre si dissodava un terreno dei Gaetani, affiorarono in superficie un denaro della famiglia Rubria e una catenina d’oro, un obolo di Aquilonia del III sec. A. C. e un denaro della guerra sociale battuto a Corfinium.
--in C.da o loc. S. Simeone, nel 12 marzo 1937, nel fondo del dott. Lucio Fiorentino, scoperto anche gruppo di 50 monete.
--in loc. Posta Vecchia, nell’Agosto del 1970, fu aperta la tomba di Faustina, moglie dell’imperatore Antonino Pio.
--Alla fine degli anni ’20, un giovane muratore di nome Luigi Ronga estrasse dalla proprietà Occhibove, in via Latina, un tesoretto composto da 115 denari dal peso 3-4di chili, portate poi in America.

http://www.parcodelmatese.com/icomuni/Alife/Alife.htm gall.foto monumenti di Alife
http://www.archemail.it/fotogan46.htm gall.foto monumenti di Alife


CURIOSITA ALIFANA:
--posizione di Alife nella provincia di Caserta http://it.wikipedia.org/wiki/File:Alife-in-provce.svg
--le località di Alife: Campisi, Conca d’Oro, Cidonio, Croce dei Pioppi, Cerquelle, Defenza, Gervaso, Marmaruolo, Montecalvo, Porchiera, Olivètole, Pacifico, Tre Portelle, Torrione, Scafa, Sferracavallo, Vadolargo, Varanelle, San Simeone, Vernelle, Vergini, Forma, Fosse, Pera, Ponte Meole, Saetta, San Vittore, Sàure, Santa Lucia, San Luglio, etc.
--unica frazione di Alife: Totari
--Alife ha subito nel corso della sua storia numerosi terremoti: 346dc, 369, 847, 1349, 1456, 1688, 1805
--nel 1914 fu inaugurata la Ferrovia Alifana che la collega a S.Maria Capua Vetere e quindi Napoli terminando la sua corsa nella vicina cittadina di Piedimonte Matese. Nel dopoguerra venne completamente restaurata la stazione. Attualmente la ferrovia è gestita dalla società MetroCampania Nord-Est.
--durante la II guerra mondiale la città subì ingenti danni, i tedeschi in ritirata minarono una torre del castello e gran parte del centro storico subì nell’Ottobre del 1943 un bombardamento aereo americano che mietè numerose vittime civili.
--il paese detiene circa il 50% delle reliquie del santo protettore San Sisto, mentre il restante 50% si trovano nella Cattedrale di Alagni.
--cripta del Duomo è sostenuta da colonne con capitelli di epoca longobarda, mentre nella navata di destra l’arco di un portale romanico un tempo era situato all’esterno del Duomo.


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