Monti Picentini, da Prepezzano

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Monti Picentini, da Prepezzano

Messaggio  Admin il Mar Apr 30, 2013 2:11 am

"Monti Picentini, da Prepezzano"
http://www.flickr.com/photos/95361055@N04/sets/72157633367568423/
organizzato da Cai Salerno


Parco Regionale dei Monti Picentini
è la catena montuosa più ricca di verde tra quelle della Campania ed è tra le più vaste dell’Italia meridionale, oltre il più ricco serbatoio di acqua potabile del Sud.
L’origine del nome di Picentini, comparso per la prima volta in una carta geografica del XVIsec e conservata nei musei vaticani, deriva dal nome delle popolazioni adriatiche di piceni o picenti, sfuggite dalla distruzione dell’antica città di Picentia ad opera dei romani che prima li avevano deportati fondando la città nel 278ac, poi li sconfissero perché si schierarono più volte contro Roma.
E’ così che i piceni fondarono i primi nuclei dei Casali di Giffoni e Montecorvino, ubicate alle falde di questi monti nella parte meridionale.
L’antica città di Picentia si trova oggi, in stato di ruderi, nel territorio comunale dell’odierna Pontecagnano.
Il parco, dall’estensione di circa 63mila ettari, comprende 33 comuni, tra provinicia di Salerno con 7 comuni e provincia di Avellino con 26 comuni.
La catena montuosa è delimitata a Nord dal fiume Ofanto e dalla direttrice Lioni-Nusco-Castelvetere sul Calore-Chiusano San Domenico; ad Ovest dalla Valle del Sabato fino a Serino, dal torrente Solofrana e dalla Valle dell’Irno; a Sud dal fiume Picentino e ad Est dalla Valle del Sele.
Le vette più elevate sono quelle del monte Cervialto 1.809m nella parte orientale, e del monte Terminio 1.806m, nella parte occidentale.
I Monti Picentini suono suddivisi in 4 principali gruppi tettonici procedendo da Ovest a Est: monti Accèllica-Licinici-Mai 1616m, monti Polveracchio-Raione 1790m, m.Cervialto, e m.Terminio-Tuoro.
Dal gruppo montuoso dei Picentini nascono i corsi d’acqua del Sele, Tenza affluente del Sele, Tusciano e Picentino, diretti verso il mar Tirreno. Le acque del fiume Calore Irpino e del Sabato vanno a confluire nel Volturno, e l'Ofanto invece sfocia nel mar Adriatico.
Mentre le sorgenti potabili sono quelle del Serino emergenti nella media Valle del Sabato, quelle di Cassano Irpino che scaturiscono nella meda Valle del Calore Irpino, quelle del Sele a Caposele, e ancora, quelle di Quaglietta, dell’Ausino, di Sorbo Serpico, di Baiardo in agro di Montemarano etc.
Inoltre, i Picentini, che sono ricoperte da coltri di materiale di origine vulcanica:piroclasti, pomici, lapilli, scorie e tufi, presentano diverse piane e altipiani quali Piana del Dragone 690m, Altopiano Laceno 1053m, Piano di Verteglia 1180m, Piano di Campolaspierto 1290m, Piano del Gaudo 1050m, Piana di Ischia 1215m, Piana delle Acquavenere 1088m Piano Migliato 1262m etc.
In tempi medievali, la dorsale principale dei monti Picentini faceva da confine tra i Ducati longobardi di Benevento e Salerno, come si notano ancora oggi le antiche mura di cinta della cosidetta Civita di Ogliara, sorte sui resti della leggendaria città di Sabathia.
Numerosi sono ancora presenti i ruderi di fortini longobardi sulle cime strategiche per il controllo dei valichi e dei borghi quali il castello di Terravecchia a Giffoni Valle Piana, castello di Nebulano a Montecorvino Rovella, Toppa del Castello ad Acerno, la Rotonda a Montella e castello di Olevano sul Tusciano.
In particolare sul Valico delle Croci di Acerno (830m), si sono svolti numerosi scontri in diverse epoche storiche fino alla II guerra mondiale, quando i tedeschi, prima di arretrarsi, riutilizzavano gli antichi fortini longobardi.
Nel 1884 fu pubblicato un libro, intitolato “Appennino Meridionale”, con delle escursioni intraprese dal celebre meridionalista Giustino Fortunato, uno scrittore, politico e storico, natìo di Rionero in Vulture.
Salì tutte le cime dei Picentini, descrivendone con termini poetici di irripetibile bellezza.
Ma la nascita di una vera e propria rete sentieristica nei monti Picentini risale al 1986 quado la Pro Loco di Acerno intraprese una sistematica rete sentieristica di questo parco regionale, descritta in un libro “L’Alta Via dei Monti Picentini”.
Numerose sono presenti le grotte: di San Michele e Nardantuono, Caliendo, del Caprone, S.Pantaleone, dei Travertini di Olevano, S.Salvatore, dei Briganti, Profunnata, della Lucinella, degli Angeli, Rondinaia, S.Michele di Campagna, del Diavolo, Strazzatrippa, del Sambuco, dello Scalandrone, San Lorenzo, Francesco Raso, Santa Nesta.
Numerosi anche i Valloni: Pagliarello, dell’Infrattata, Pinzarrino, Scorzella, Matrunolo, del faggeto, Tortaricolo etc

Fauna irpina
Nel parco regionale vi sono, seppur in ridottissima presenza, il cinghiale, il, capriolo, la volpe, la donnola, la faina, la puzzola, il tasso, la lepre, la martora, il riccio, il gatto selvatico, il ghiro, lo scoiattolo, la talpa e la rarissima lontra. In tempi addietro era abitato anche da altri animali, di taglie grosse,caratteristici della montagna appeninica quali, il cervo, il daino e il lupo. Uccelli come l'allocco, la coturnice, l'aquila reale, la poiana, il falco pellegrino, l’astore e il picchio nero.
Tra i rettili, che amano soprattutto le radune rocciose dove possono esporsi ai raggi del sole, vi sono la lucertola muraiola, il ramarro, l'orbettina, il colubro, il cervone e lungo i corsi d'acqua la biscia. Sempre vicino ai corsi d’acqua o ai laghetti vi sono gli anfibi coma la salamandra pezzata e la salamandrina dagli occhiali.

Flora irpina
Il parco ha numerosi alberi il faggio ad alto fusto( una delle specie italiane piu’ pregiate), l'ontano napoletano, il frassino, il cerro , l’acero, il carpine, l'elce, il pino silvestro, l’abete, il castagno e le diverse specie di querce. Numerose anche le specie di fiori: i ranuncoli, i tarassachi, le margherite, le primule, le violette, le camomille, i ciclamini, alcune orchidee selvatiche etc.e le erbe officinali come la cicuta minore, il verbasco, la bardana, la valeriana e cosi via.
Altro luogo caratteristico e’ la cosidetta fiumara di Tannera, e’ tra gli itinerari naturalistici più belli, il cui corso d'acqua forma cascate e laghetti suggestivi in un ambiente incontaminato. Il parco regionale dei monti Picentini comprende 2 oasi del wwf, monte Polveracchio(Campagna) e Valle della Caccia(Senerchia).


Gastronomia irpina
Dal punto di vista gastronomico rientra all’interno dell’area protetta del parco o immediate vicinanze, i tanti prodotti di assoluto pregio. La castagna di Montella(igp), il tartufo di Bagnoli Irpino, la nocciola di Giffoni(igp), prodotti caseari di marchio (dop) quali il caciocavallo sul lato avellinese e la mozzarella di bufala nel versante salernitano. Inoltre la mela annurca igp, la pera di qualita’ denominata spadona e i rinomati vini, il Fiano di Avellino(doc) e il Taurasi(docg, unico di tutto il centro-meridione).E non da meno si segnala anche la produzione di pregiati olii extravergini delle varieta’ denominate ogliarola, ravece, carpellese e nostrale, tutte dalle qualita’ eccellenti e col marchio dop, prodotte tra versante avellinese e salernitano.

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