Anfiteatro di Puteoli, pranzo Il IV Miglio e bagni al Magic World

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Anfiteatro di Puteoli, pranzo Il IV Miglio e bagni al Magic World

Messaggio  Admin il Lun Lug 09, 2012 12:18 pm

"Anfiteatro di Puteoli, pranzo Il IV Miglio e Bagni al Magic World" Luglio 2012
http://www.flickr.com/photos/80307130@N03/sets/72157630484345956/


POZZUOLI
+83mila puteolani
--Per popolazione è il 5’ comune più popoloso della regione Campania.
--E’ il comune più importante dell’area flegrea.
--Nell’antica Roma, fino a che non fu aperto il porto di Ostia, Puteoli era il più importante e principale porto commerciale di Roma per il principale trasporto di grano proveniente dall’Egitto, mentre la vicina Misenum era sede del più importante porto militare sempre per Roma, di tutto il Mar Tirreno.
--Anfiteatro maggiore di Pozzuoli, detto anche Neroniano-Flavio,è il terzo per grandezza nel mondo romano.
Gli ambienti sotterranei sono tra i meglio conservati in Italia.
--Il Macellum (non Tempio di Serapide), un mercato ittico internazionale del porto commerciale di Puteoli, coi 75m di lunghezza per 58m di larghezza, è uno dei mercati tra i più grandi del mondo romano.
E' tra i più integri del mondo romano grazie alla sommersione bradisismica che nei secoli passati lo ha preservato dal saccheggio.
--Molo Caligoliano del porto di Puteoli, coi suoi due archi trionfali con figure marine, era una delle realizzazioni architettoniche più imponenti, famosi e monumentali dell’antichità romana.
--Le Necropoli puteolane, nonostante espoliazioni, sono tra i più suggestivi nel mondo romano (assieme a quelli di Pompei), dopo Roma.

Il comune di Pozzuoli confina a est con la 10’ municipalità di Agnano del comune di Napoli, a nord con Quarto e Giugliano in Campania, e ad ovest con il comune di Bacoli.

Si ritiene che i primi insediamenti nel confine territoriale di Pozzuoli risale all’epoca preistorica come testimonia il ritrovamento sul monte Gauro di reperti dell’età del Bronzo.

Nell’antichità, alle pendici lato nord del Rione Terra, era collocato uno scalo commerciale, detto pure emporium, degli eubei, antichi abitanti della vicina e potentissima Cuma.
La prima importante fondazione del primitivo nucleo abitativo risale al 530 ac. per mano di un gruppo di sami.
I sami erano gli abitanti dell’isola di Samo, una delle principali isole greche dell’Egeo.
Questi fondatori dettero alla città il nome greco di Dicearchia (o Dikaiarchia), che significa governo giusto, in contrapposizione del malgoverno nella loro originaria patria che era sotto il potere di un governatore tiranno.
Successivamente, Dicearchia fu dapprima occupata nel 421ac dai sanniti eppoi conquistata dai romani nel 228ac che la ridenominarono Puteoli.

In latino Puteoli significa serie di pozzi, in riferimento alle numerose sorgenti termali ivi presenti all’epoca.
Secondo altri studiosi, la cittadina si chiamava Puteolos, che significa cattivo odore, emanato dalle sorgenti termali.

Nel 194ac sulla collinetta del Rione Terra furono inviati 300 coloni romani ad abitarvi, veterani di guerra della famosa battaglia di Zama in Africa in cui uscì sconfitto il condottiero cartaginese Annibale Barca, ad opera del generale Cornelio Scipione.
Da quel momento Puteoli divenne pian piano una città in forte crescita economica e cosmopolita dove trovarono ospitalità i mercanti di tutto il Mediterraneo che effettuavano scambi commerciali di ogni genere.
Con i mercanti stranieri vi fu la diffusione dell’arte del vetro, della ceramica, dei profumi, dei tessuti etc.
Fu sotto il potere di Roma che sorsero i maggiori monumenti puteolani che si notano ancora oggi, anche se in avanzato stato di ruderi, quali il Macellum noto come Tempio di Serapide, vaste necropoli, il non più esistente Anfiteatro minore e successivamente il vicino Anfiteatro maggiore.
Inoltre sorgevano lo stadio Antonino Pio imperatore, numerose terme, l’arsenale marittimo nel porto interno del lago d’Averno e il tempio di Augusto sull’attuale collinetta del Rione Terra con l’intricata rete viaria articolata in decumani e cardini.
Con la costruzione del porto di Ostia, Puteoli perse il monopolio del commercio marittimo con Roma e il declino vero e proprio della città si ebbe attorno al 70dc a seguito del graduale fenomeno del bradisismo che sommerse la parte bassa del porto.

Non più difesa da una cinta muraria, parte rimanente del porto fu preda delle orde saracene e saccheggiata più volte dai goti, e i residui abitanti si rifugiarono sull’attuale costone tufaceo del già abitato Rione Terra per meglio difendersi, divenendone il cosidetto castrum puteolano.
Dal VII sec al 1026 Pozzuoli fece parte del Ducato bizantino di Napoli.
In epoca angioina Pozzuoli conobbe un intenso sviluppo edilizio tra cui la nascita del Villaggio di Tripergole su di una collina adiacente al lago di Lucrino, adibito a stabilimento termale con annesso ospedale e chiesa, distrutti a seguito dell’eruzione del Monte Nuovo nella notte tra il 29-30 settembre 1538, epoca vicereale spagnola.
A seguito di questo evento catastrofico si ebbe inizio l’esodo della popolazione, ma il viceré spagnolo don Pedro Alvarez de Toledo incentivò la ricostruzione della cittadina con un generoso sviluppo urbanistico esentando per molti anni i suoi abitanti dal pagamento delle imposte.
Ciò comportò ad invogliar gli abitanti a tornar in città.
Lo stesso urbanista che progettò lo sviluppo, Ferdinando Manlio, fu autore anche della realizzazione della villa del viceré De Toledo con torre di difesa e giardino(attuale Villa comunale Avellino), della realizzazione di torri di avvistamento costiero contro gli attacchi dei pirati barbareschi al Lago Patria, a Torregaveta e Miseno, nonché del restauro-ampliamento delle fortificazioni sul rione Terra e del rifacimento del castello di Baia colpito dall’evento catastrofico del monte Nuovo.

Tutto l’arco del XVIII sec la cittadina puteolana era inserita nel prestigioso circuito del Grand Tour dei facoltosi viaggiatori europei grazie alle rinomate acque termali e alle grandiose vestigia romane.
CURIOSITA’:
--Pozzuoli comprende le frazioni: Arco Felice, Lucrino, Pisciarelli, Toiano, Monteruscello.
--Pozzuoli comprende le località: Cantiere, Cappuccini, Castagnaro, Cigliano, Croce Campana, Cuma, Grotta del Sole I, II, III, Lago Averno, Masseria Castaldi, Montagna Spaccata, Montenuovo, Nuova Colmata, Pisciarelli, Privata Monterusso, San Vito, Sant’Angelo, Tre Piccioni, Licola.
--l’apostolo e futuro San Paolo stette nella primavera del 61 d.c. una settimana a Pozzuoli, prima di riprendere viaggio verso Roma.
--il quadrivio dell’Annunziata, era il punto che in età romana segnava il confine tra la città ed il suburbio.
Qui si incontravano i due assi viari di maggiore importanza: la via Domitiana (attuale via Luciano) e la via Campana.
--tra i Quadrivii S.Annunziata e S.Stefano, nei pressi del cavalcavia della vecchia direttissima Roma-Napoli, si possono notare un bel tratto viario coi basoli, i sepolcri e resti del vestibolo di un’antica porta che delimitava il centro urbano dall’inizio della Via Consularis Puteolis-Capuam, detta comunemente Via Campana. Tale via collegava Pozzuoli con Capua.
--Terme Puteolane http://www.comune.pozzuoli.na.it/resources/documents/Beni%20culturali/0041ar.htm
--vecchia foto di Porta Napoli con a sx un casotto per le guide turistiche puteolane, addossato al muraglione di sostegno della vecchia Pretura. Il casotto dei ciceroni fu demolito nel 1930 per la costruzione del monumento ai Caduti della Grande Guerra. http://www.comune.pozzuoli.na.it/resources/documents/Beni%20culturali/0059ar.htm
--negli anni ’30 esisteva un ristorante “Vincenzo a ‘mmare”, al largo dell’attuale lungomare di Pozzuoli
http://www.comune.pozzuoli.na.it/resources/documents/Beni%20culturali/0034ar.htm
--Nel 1943 morì nel carcere di Pozzuoli, durante un borbardamento il boss criminale Vito Cascio Ferro, acerrimo nemico del poliziotto italo-americano Joe Petrosino, natìo di Padula.
--Nel periodo fascista fu aperto lo stabilimento Ansaldo che assorbì tutti i disoccupati della cittadina.
--Nel secondo dopoguerra, con l'installarsi di grosse industrie come l'Olivetti, la Pirelli, l'Italsider di Bagnoli e la Cementir di Coroglio sorse la necessità di costruire numerosi quartieri popolari.


ELENCO MONUMENTI PUTEOLANI:
-MACELLUM /TEMPIO DI SERAPIDE
il monumento è comunemente detto Tempio di Serapide, oppure Serapeo, perché vi fu trovato la statua del dio egizio Serapide, oltre che due gruppi scultorei quali Oreste ed Elettra e il Dioniso col fauno, scoperti al tempo di Carlo di Borbone ed esposti al museo archeologico di Napoli.
Per lungo tempo si è creduto che fosse il tempio dedicato al culto della divinità egiziana fino a che, nel 1907, uno studioso francese identificò, dopo lo scavo di ulteriori sezioni dell’edificio, la reale destinazione d’uso del Macellum.
Ci si accorse quindi che si trattava uno dei mercati tra i più grandi del mondo romano, 75m di lunghezza per 58m di larghezza, in virtù che Puteoli era uno dei più importanti scali commerciali del Mediterraneo.
Questo monumentale Mercato alimentare, infatti, comprendeva fino a 36 botteghe(tabernae) dove venivano esposti diversi genere di alimentari, soprattutto pesce, anche di provenienza lontana, tantè che tale luogo veniva considerato mercato ittico internazionale di allora.
Il mercato era arricchito di sfarzose colonne in marmo cipollino o di granito e il pavimento lastricato di marmo.
Al centro del mercato vi era una grande rotonda(tholos).
Era un alto podio al quale si accedeva mediante 4 gradinate, ed ergevano 16 colonne corinzie di breccia africana fiancheggiate da parapetti su cui erano scolpiti dei bassorilievi con figure di mostri marini, figure mitologiche come le nereidi e i tritoni, gli ippocampi e le immancabili figure di delfini con insolita testa all’ingiù nell’atto di addentare polipi.
Nel mezzo della rotonda era collocata una grande fontana ottagonale.
Sulle 3 delle 4 grandi colonne originarie che si notano ancora oggi in piedi, sono visibili dei buchi corrosi da molluschi marini, cosidetti litodomi, o litofagi, detti popolarmente datteri di mare, che vivevano a pelo d’acqua.
Ciò stà a significare che, nell’arco di molti secoli, l’area ha subito l’effetto del bradisismo, col livello dell’acqua a volte ascendente a volte discendente a seconda dell’effetto geologico.
L’ingresso monumentale era posto verso il mare, mentre il lato opposto, sul retro delle 3 colonne, era caratterizzato da un esedra ad abside semicircolare adibita a luogo di culto, adornata da 3 nicchie per l’alloggiamento delle statue che potevano essere protettori del mercato e/o personaggi divinizzati appartenenti a famiglie imperiali.
Inoltre, i due grandi ambienti posti agli angoli dell’ingresso fungevano da bagni pubblici(latrine), anch’essi con rivestimento in marmo, che stanno a significare la sontuosità ed importanza del mercato puteolano.
In epoca medievale, per la presenza di sorgenti termali, il monumentale mercato fu per un breve periodo adibito a bagni termali, denominati Balneum Cantarellus.
Tutto l'edificio ricorda nella pianta altri mercati di città antiche del mondo romano, come quelli di Roma, Timgrad, Djemila, Perge e Cremna, ma il Macellum di Pozzuoli resta uno dei più grandiosi ed integri, grazie appunto alla sommersione bradisismica che nei secoli passati lo ha preservato dal saccheggio.
gall.foto Macellum
http://www.solfatara.it/vulcano/en/text.php?id=itiserapide&m=vulcano&sm=itinerari

-ANFITEATRO FLAVIO
fu la terza arena più grande del mondo romano, dopo quelle di Roma e di S.Maria Capua Vetere.
Fu inizialmente costruito in età neroniana poi continuato per volontà dell’imperatore Vespasiano Flavio, che aprì la dinastia imperiale dei Flavi, per questo viene soprannominato Anfiteatro Flavio.
Vespasiano lo fece per riconoscenza agli abitanti di Puteoli che nella guerra civile si erano schierati a favore dell’imperatore.
L’imperatore Vespasiano fece scrivere, ad ogni ingresso maggiore o minore la frase:
-----------“Colonia Flavia Augusta
-----------Puteolana Pecunia sua”
Cioè realizzato con soldi del popolo puteolano e dai fondi dei magistrati locali.
Invece l’inaugurazione, con molta probabilità, avvenne per mano del figlio Tito Flavio perché il padre forse non riuscì a vederne la conclusione.
A pianta ellitticca, era lungo 147m e largo117,44m, con una arena di 72,22m per 42,33m.
Era articolato su tre ordini sovrapposti: ima, media e summa cavea, aveva 4 ingressi maggiori, numerose rampe detti vomitorie, e 12 ingressi secondari che consentivano un rapido afflusso e deflusso degli spettatori.
Poteva ospitare fino a 40mila spettatori.
L’imponente edificio era collocato nei pressi dell’incrocio delle strade romane principali provenienti da Neapolis, Cumae e Capuam. Nella tarda antichità l’Anfiteatro Flavio fu abbandonato e in parte sepolto dal terreno alluvionale e dalle ceneri dell'eruzione della Solfatara.
Nel Medioevo fu spogliato di tutte le decorazioni marmoree, statue e blocchi delle gradinate e fu utilizzato coma cava di materiale per ricavare calce per costruzioni di edifici urbani.
In epoche successive vennero realizzate all’interno del monumento romano edifici rurali, masserie con vigne e persino una chiesetta.
Grazie alla volontà dei Borbone, si cercò di riportare l’edificio monumentale all’antico splendore, mentre tra il 1926-1947 furono effettuate altre campagne di scavo guidate dall’archeologo Amedeo Maiuri.
Ancora oggi si possono ammirare gli ambienti sotterranei, giunti in ottimo stato di conservazione e tra i meglio conservati in Italia, che hanno dato possibilità di comprendere meglio i sistemi di sollevamento delle gabbie nelle quali venivano chiuse le belve, prima di farle uscire nell’arena per le realizzazioni di spettacoli gladiatoree(venationes).
Inoltre, in tali ambienti vi era un efficace sistema idraulico che permetteva di portare l’acqua dell’acquedotto del Serino per le periodiche pulizie dei sotterranei dell’arena.
Secondo l’archeologo Maiuri, l’arena non era però adatta per ospitare giochi come le simulazioni di battaglie navali, dette naumachie.
L’anfiteatro era anche centro della vita urbana: nelle gallerie esterne c’erano luoghi di culto e sedi di molte associazioni professionali.
gall.foto Anfiteatro Flavio
http://www.archemail.it/fotogan59.htm
foto anfiteatro Flavio dall’alto
http://www.ulixes.it/italiano/i_pg01.html?http://www.ulixes.it/italiano/i_pg02gfr14.html
CURIOSITA’:
--Secondo la tradizione cristiana, durante le persecuzioni nei confronti dei cristiani, attorno al 305dc, qui nell’arena furono rinchiusi nei carceri sotterranei San Gennaro allora vescovo, i diaconi Sossio, Procolo e Festo, tutti divenuti santi martiri, nonché i laici Desiderio, Eutichete e Acuzio.
Inizialmente dovevano essere condannati al martirio in questo stesso complesso, alla fine non potè avere luogo e si decise la decapitazione presso la Solfatara.
--cappella S.Gennaro in anfiteatro
http://www.comune.pozzuoli.na.it/resources/documents/Beni%20culturali/0064ch.htm

-MOLO CALIGOLIANO DELL’ANTICA PUTEOLI
era una delle realizzazioni architettoniche più imponenti e monumentali dell’antichità romana. Delle poche strutture romane, che erano visibili fino agli inizi del secolo XIX, furono coperte dal molo moderno.
Tuttavia è ancora possibile ricostruirne l’originaria fisionomia sulla base delle rappresentazioni antiche come i disegni e le incisioni su antiche fiaschette vitree, come souvenir, realizzate nell’epoca romana.
Sulla base dei disegni si calcola che l’antico pontile fosse lungo 372m e largo 15-16m, e correva su una serie di arcate poggianti su 15 pilastri rettangolari (pilae), spessi 5-6m ca.
Lo scopo delle arcate era quello di evitare l’impatto delle correnti marine e di facilitare il deflusso dell’acqua dal porto, evitandone l’insabbiamento.
Una leggera curvatura consentiva una maggiore resistenza alla forza dei venti e delle mareggiate.
Alle estremità del molo erano situati due archi trionfali; il primo, prossimo alla terraferma, era sormontato da un gruppo di tritoni, mentre sul secondo era raffigurata la quadriga di Nettuno trainata da ippocampi; tra gli archi si ergevano due alte colonne onorarie con le statue dei Dioscuri, numi tutelari dei naviganti.
Un’iscrizione attesta che, in seguito ai danni provocati da una violenta bufera, l’imperatore Adriano ne ordinò un importante restauro, fatto poi eseguire nel 139 d.C. dal suo successore Antonino Pio.
Il Molo di Puteoli è soprannominato Molo Caligoliano perchè secondo la leggenda, l’imperatore Caligola, 3’ di Roma,
volle realizzare tra Puteoli e Bajos un ponte formato da navi da carico unite tra loro e ricoperte di terra per camminarci a cavallo insieme ai suoi soldati, nella più folle impresa della sua vita.
foto molo moderno (clik: località-Pozzuoli Ovest-numero 3)
http://www.ulixes.it/italiano/i_pg01.html


IN TERRITORIO COMUNALE DI POZZUOLI RICADONO:
--Lago di Lucrino con antiche Stufe di Nerone, ex Bagno di Tritoli ed ex Villaggio medievale di Tripergole
--Lago d’Averno con pseudo-grotta della Sibilla, grotta di Cocceio e Tempio/Terme di Apollo
--Cratere del Campiglione o del Gauro
--Oasi wwf Cratere degli Astroni
--Monte Nuovo, considerato la montagna più giovane d’Europa.


ELENCO STRADE ANTICHE PUTEOLANE:
--foto dell’antica Via Campana
http://www.archemail.it/immagini/4sfondo800x600.jpg
--strada basolata sotto Via Duomo al Rione Terra
--Via Antiniana è un pezzo di strada romana che collegava via Celle con la via Domitiana.
http://www.ulixes.it/italiano/i_pg01.html (clik: località-Pozzuoli Ovest-numero 6)
--Via Antiqua che collegava Pozzuoli con Napoli (Puteolis-Neapolim ad Colles).
--alcune foto di strade romane
http://www.comune.pozzuoli.na.it/publication/p313.html


NECROPOLI PUTEOLANE:
nonostante le spoliazioni sin dall’antichità e dei 2mila anni trascorsi, sono tra i più suggestivi complessi sepolcrali nel mondo romano, assieme a quelli di Pompei, dopo Roma, sia per la quantità sia per lo stato di conservazione.
I complessi più grandiosi si possono notare principalmente in via Celle, via Campana e via S.Vito, ubicati lungo l’antica Via Consularis Puteolis-Capuam, detta anche Via Campana.
Tali sepolcri, detti mausolei, ipogei e colombari, erano alternati con le taberne, stalle dei cavalli e punti di sosta per i viaggiatori.



Admin
Admin

Messaggi : 193
Data d'iscrizione : 01.02.08

http://forumdeiciclisti.forumattivo.com

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum