Borgo di Sepino, Regio Tratturo e antica Saepinum

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Borgo di Sepino, Regio Tratturo e antica Saepinum

Messaggio  Admin il Dom Ago 21, 2011 2:43 pm

cicloviaggio nel molisano
"Borgo di Sepino, Regio Tratturo e antica Saepinum". Agosto 2011
http://www.flickr.com/photos/66609840@N03/sets/72157627358454477/show/

ho aggiunto foto dei reperti dell'antica Saepinum che sono esposti nel Museo archeologico di Campobasso.
Altri reperti sepinesi sono conservati presso un altro prestigioso museo archeologico a Baranello(CB) ma non è stato consentito scattare foto.

Personaggio più illustre di Sepino:
lo scienziato Vincenzo Tiberio,

"mancato Premio Nobel internazionale"

Fu lui il vero padre del famoso antibiotico penicillina e non lo scozzese Alexander Fleming che lo scoprì, partendo dalle esperienze analoghe del sepinese, 34 anni dopo!

Sulla facciata della casa natìo a Sepino vi è la lapide commemorativa, che il Comune di Sepino ha voluto collocare, che recita:

“Primo nella Scienza, postumo nella Fama”.

Vincenzo Tiberio un ufficiale-medico e scienziato, fu il precursore della penicillina.
Nacque nel 1869 in una famiglia benestante.
Suo padre, Domenico Antonio, era uno stimato notaio.
La sua casa era un piccolo centro di cultura, frequentata da studiosi e professionisti.

Vincenzo, sin da bambino, mostrava una spiccata propensione per gli studi scientifici divorando ogni pubblicazione scientifica che gli capitasse fra le mani.
Compì gli studi elementari a Sepino e gli studi superiori a Campobasso.

Dopo il liceo, il padre lo iscrisse alla facoltà di Medicina di Napoli e lo mandò a vivere dagli zii Graniero, ad Arzano, a 5km ca a nord di Napoli.
Fu proprio il pozzo della casa di Arzano, che forniva l’acqua per le necessità domestiche, a suggerire a Tiberio le intuizioni che saranno fondamentali per la scoperta dell’antibiotico.
Gli accadde di constatare una coincidenza sconcertante.
Notò che gli inquilini della casa soffrivano di infezioni intestinali ogni volta che l’interno del pozzo veniva ripulito dalle muffe e che attingevano l’acqua per bere in loro assenza.
I disturbi intestinali di coliti ed enteriti sparivano invece, quando le muffe ricomparivano sui bordi del pozzo.
Tiberio intuì che lo strano comportamento delle muffe poteva essere sinonimo di garanzia della salute.
Il giovane medico, fresco di laurea a soli 22 anni, potè verificare gli effetti delle muffe, raschiate dal pozzo, nei laboratori dell’Istituto d’Igiene della stessa Università di Medicina di Napoli.
Il suo lavoro in laboratorio risultò molto meticoloso.
Aveva scoperto il potere “chemiotattico”degli estratti di muffe contro le infezioni batteriche, utilizzando come cavie i conigli.
Le conclusioni dei suoi esperimenti furono riassunte nel fascicolo del cosidetto “Annali di Igiene Sperimentale”, una rivista prestigiosa dell’epoca e fu pubblicato nel 1895 dall’Università di Napoli ma nessuno gli dette importanza, nessuno pensò che la constatazione di Tiberio potesse aprire nuovi orizzonti terapeutici.
Il fascicolo finì sepolto in archivio dell’Istituto d’Igiene, e lo stesso scopritore accettò senza proteste.

Poco dopo lo scienziato, un po’ perché rimasto deluso, un po’ perché si era innamorato di sua cugina Amalia Graniero, figlia degli zii che lo ospitavano nella casa di Arzano, quindi per parentela lasciò Napoli per arruolarsi nella Marina militare, e degli effetti terapeutici di "certe muffe" non si parlò più né a Napoli né altrove.
Fino a quando, nel 1929 (34 anni dalla scoperta), il batteriologo scozzese Alexander Fleming, partendo da esperienze analoghe, aprì la strada alle terapie antibiotiche creando la penicillina, con l’ausilio di macchinari più moderni rispetto a oltre 30 anni prima, contro i bacilli del tifo e del colera.
Nonostante si venne a sapere più tardi che Fleming conosceva Tiberio, si può ipotizzare che poteva essere a conoscenza delle ricerche del precursore Tiberio, e che siano potute essere prese come spunto per nuove ricerche.

Nel 1945 lo scozzese Alexander Fleming, assieme all’inglese Ernst Boris e all'australiano Howard Florey, venne insignito del premio Nobel, il premio più ambito dai più grandi ricercatori del mondo, per l’invenzione dell’antibiotico penicillina.

Soltanto nel 1955 il fascicolo degli Annali, con la sua relazione, fu estratto dall’archivio e ristampato a cura dell’Istituto di Igiene dell’Università di Napoli.
Quindi la paternità dell’antibiotico penicillina è attribuito a Vincenzo Tiberio, viste le sue pubblicazioni antecedenti i lavori di Fleming e, nonostante ciò, non sia stato riconosciuto a livello internazionale.
Tibero fu, inoltre, un eccellente ufficiale medico, tra l’altro fondò il primo ospedale italiano a Tobruk, dopo la conquista della Libia.

Sposò sua cugina Amalia nella chiesa parrocchiale di Arzano il 6 agosto 1905 e dal matrimonio nacquero tre figlie.
Morì nel Gennaio 1915 a Napoli, all'età di soli 46 anni, forse a causa di una crisi cardiaca.
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche vuole rendere onore al merito dello scienziato.



Altro Personaggio sepinese importantissimo, dell’antichità:
Lucio Nerazio Prisco "mancato Imperatore di Roma"

La Saepinum romana dette ai natali Lucius Neratius Priscus (Lucio Nerazio Prisco), appartenente alla gens Neratia di origini sannite.
Nacque nel 50 dc. e fu un giurista e un valoroso generale.
Fu capo della famosa scuola Proculiana fondata da Sempronio Procuro.
Fu nominato governatore della Germania inferiore e della Pannonia dell’Ungheria occidentale dall’imperatore Nerva.

Con la guerra dacica, i romani erano venuti in possesso di importanti miniere d'oro e l'imperatore vi mandava come ispettore un uomo che già si era distinto in Roma per moralità, fedeltà e onestà.
La scelta cadde proprio su Nerazio, perchè era stato già tesoriere del denaro dello Stato romano.

E ancora, divenne intimo consigliere dell’imperatore Traiano fino a diventare quasi imperatore.

Successe che durante una spedizione militare nell’antica Cilicia, costa sud della Turchia, a nord di Cipro, l’imperatore Traiano fu colpito di improvvisi malori e rivelò in confidenza al suo fidato consigliere che la scelta di futura guida dell'impero romano doveva cadere proprio su Lucio Nerazio Prisco.
Saputo dell'importanza della carica assegnatagli partì alla volta di Roma, per annunciare al Senato dell'improvvisa scomparsa dell'imperatore e delle sue ultime volontà.

Ma a Roma la moglie di Traiano, Plotina, grazie ad intrighi e congiure, fece nominare successore al trono Elio Adriano, figlio adottivo dell'imperatore Traiano.

--Nei pressi della fermata ferroviaria San Giuliano/Sepino vi sono resti di villa romana appartenuta alla gens Neratia o dei Neratii.

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